le notizie che fanno testo, dal 2010

Rientro dei cervelli, FLC CGIL: Renzi sblocchi piuttosto turnover Università

Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil, invita Matteo Renzi ad avviare "un piano straordinario per assumere nuovi ricercatori e professori associati (ben più di 500!) per mettere in sicurezza il sistema" universitario, aggiungendo: "Il rientro di studiosi all'estero con una tornata di concorsi nazionali aperta anche agli studiosi italiani crea l'ennesimo pasticcio di cui non c'è alcun bisogno".

Matteo Renzi "ha parlato, a sproposito, di merito e di rientro di cervelli, avanzando proposte volte solo a catturare facili consensi nell'opinione pubblica" denuncia Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, commentando l'annuncio del premier su un possibile concorso per 500 ricercatori da far rinetrare in Italia per guidare le Università. Pantaleo spiega: "Confondendo - forse volutamente - il rientro di studiosi all'estero con una tornata di concorsi nazionali aperta anche agli studiosi italiani crea l'ennesimo pasticcio di cui non c'è alcun bisogno. - e sottolinea - Possiamo ricordare a Renzi che tutti i piani per il rientro dei cervelli sono miseramente falliti? Chi tornerebbe in un paese nel quale i laboratori e le biblioteche non funzionano, gli stipendi sono bloccati, dove è praticamente impossibile dare opportunità agli studiosi più giovani? Chi tornerebbe in un università ingessata da una burocrazia asfissiante e da un carico di lavoro amministrativo ormai fuori da ogni logica?".

Il segretario della Flc Cgil osserva quindi: "Renzi parla anche di 'un gruzzoletto da spendere' che presumibilmente sarebbe assegnato ai singoli ricercatori sulla base della ridicola idea che l'eccellenza e la qualità possano prescindere dal funzionamento del sistema. E' evidente che si aggraverebbe l'effetto di impoverimento di una parte delle Università nel solco della attuale devastante modalità di attribuzione delle risorse. - e domanda - Peraltro, cosa ne è delle migliaia di docenti già abilitati? Cosa ne facciamo dell'abilitazione scientifica nazionale a fronte dell'ennesimo percorso di reclutamento con modalità derogatorie?".

Pantaleo precisa infatti che "all'Università italiana - in crisi profonda dopo anni di definanziamento, di calo delle immatricolazioni, di riduzione dell'offerta formativa e del personale, di espulsioni di massa di ricercatori precari (il 97% negli ultimi 10 anni), di diritto allo studio in condizioni pietose - non serve uno spot pubblicitario ma un progetto serio per uscire dall'emergenza", e rilancia: "Invece di procedere per spot si sblocchi finalmente il turnover, che ha prodotto un calo devastante di personale universitario e conseguentemente dell'offerta formativa e del numero degli studenti, e si attivi subito un piano straordinario per assumere nuovi ricercatori e professori associati (ben più di 500!) per mettere in sicurezza il sistema. - concludendo - E' necessario finanziare il diritto allo studio, far ripartire la dinamica salariale, bloccata da oltre sei anni e finanziare le Università per la loro insostituibile attività di ricerca e innovazione: solo così i nostri ricercatori non scapperanno all'estero e quelli che ci sono potranno valutare il ritorno. Serve, inoltre, innovare i contratti e ridare dignità al lavoro del personale".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: