le notizie che fanno testo, dal 2010

Marta Russo: 1 milione di euro di risarcimento, ma non da La Sapienza

Dovranno essere Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro a risarcire con oltre 1 milione di euro la famiglia di Marta Russo, la giovane studentessa uccisa a "La Sapienza" da un colpo di pistola. L'Università, infatti, non è colpevole, non avrebbe potuto controllare i suoi ricercatori.

Il 9 maggio 1997 la studentessa 22enne di giurisprudenza Marta Russo veniva colpita da un proiettile mentre percorreva un viale interno della Città universitaria "La Sapienza" di Roma, tra gli edifici di Statistica e di Scienze politiche. Ancora oggi, spesso, qualcuno lascia un fiore in ricordo di Marta Russo, proprio nel punto dove si accasciò a terra, lasciando il segno indelebile di una morte assurda. Nel 2003 furono condannati a titolo definitivo dalla Cassazione Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, rispettivamente a cinque anni e quattro mesi di reclusione (per omicidio colposo) e a quattro anni e due mesi (per favoreggiamento). I due, all'epoca dei fatti, erano ricercatori universitari, e per questo la famiglia di Marta Russo aveva chiesto a "La Sapienza" un risarcimento per la morte della giovane studentessa. La 13esima sezione civile del Tribunale di Roma, però, ha respinto tale richiesta, stabilendo che invece dovranno essere Scattone e Ferraro a pagare alla famiglia un milione e 100mila euro di risarcimento, oltre alle spese legali. Il difensore della famiglia di Marta Russo spiega all'Adnkronos che "i giudici hanno sostenuto che non si può chiedere ad una Università di sorvegliare ogni singolo angolo e che è economicamente impensabile", sottolineando però che durante il procedimento "erano emersi fatti che avevano segnalato come all'Università si fosse sparato altre volte. Insomma non era la situazione del pazzo occasionale che sparava".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: