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Pubblicità occulta sui social: stilare linee guida da seguire, dice Unc

L'Unione nazionale consumatori sulla pubblicità occulta diffusa sui social media.

"L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell'esposto dell'Unione nazionale consumatori, ha deciso di indagare sul fenomeno dell'influencer marketing nei social media. L'associazione, infatti, nel mese di aprile aveva presentato un esposto chiedendo di accertare se era legittima la pubblicità camuffata che molti personaggi famosi sui loro blog o sui social network attraverso la pubblicazione di foto e video" viene segnalato in una nota dell'Unc.

«Il Codice del Consumo, all'art. 22, prescrive di indicare l'intento commerciale di una pratica. Per questo all'Antitrust abbiamo chiesto di accertare la legittimità di questa pubblicità indiretta che compare in spazi non prettamente pubblicitari, senza essere segnalata come tale. La pubblicità, specie se occulta, ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Se fatta sul web è in grado di raggiungere una vasta platea di persone. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi che hanno online un largo seguito di followers, spesso adolescenti» spiega infatti Massimiliano Dona, presidente dell'associazione.
«Ora, dopo che anche alla Camera è stato approvato un ordine del giorno che impegna il governo ad intervenire a livello legislativo - affinché l'attività dei web influencer sia regolata, permettendo ai consumatori di identificare in modo univoco quali interventi realizzati all'interno della rete internet costituiscano sponsorizzazione -, bisogna che tutti i soggetti e le istituzioni interessate si mettano attorno ad un tavolo per stilare nuove regole e linee guida da seguire» prosegue.

«Il problema, infatti, non è certo il comportamento delle star di internet, ma quello delle aziende che richiedono alle agenzie che gestiscono i vip, di pubblicare, con evidenti finalità promozionali, foto e video su popolari piattaforme social. E' bene che una pratica così diffusa sia in Italia che all'estero tra i personaggi più amati dello sport, della moda e dello spettacolo, non si traduca in un inganno per i consumatori ed in particolare per gli utenti più giovani della rete» conclude.

© riproduzione riservata | online: | update: 26/07/2017

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