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Brexit, Francia e Germania progettano la "Nuova UE": esercito comune e irreversibilità euro

Dopo la Brexit, Francia e Germania redigono un documento dal titolo "Un'Europa forte in un mondo incerto" per la costruzione di "un'unione politica dell'Europa". Tre i temi principali: un sistema di cooperazione permanente per affrontare la questione dei flussi migratori, l'irreversibilità dell'euro e la creazione di un esercito comune (visto che senza la Gran Bretagna l'UE perde buona parte del suo armamentario nucleare).

Orfani della Gran Bretagna, Francia e Germania cominciano a progettare la "Nuova Europa" dopo la Brexit. Invece di analizzare perché cresce esponenzialmente il malcontento verso l'Unione europea, Francia e Germania puntano ad una più rapida fusione nella politica estera e di difesa, ipotizzando una UE con ambasciate comuni e un esercito comune.

I ministri degli Esteri di Francia e Germania, Jean-Marc Ayrault e Frank-Walter Steinmeier hanno infatti redatto un documento dal titolo emblematico "Un'Europa forte in un mondo incerto" dove si sottolinea che "per evitare una erosione strisciante del progetto europeo" è necessario ripartire dalle fondamenta. I due ministri francese e tedesco infatti rispolverano il progetto europeo di Winston Churchill per "un'unione politica dell'Europa".

Sono tre infatti i temi principali affrontati nel documento. In primis viene evocata la necessità di costruzione di un esercito europeo, progetto fallito nel 1950 quando la Francia (prima di tirarsi indietro) insieme all'Italia di Alcide De Gasperi tentò di fondare la Comunità europea di difesa (CED). Ovviamente l'esercito europeo servirà solo "per garantire la sicurezza dei nostri cittadini visto il peggioramento delle minacce interne ed esterne" come si legge nel documento.

Questa accelerazione a "realizzare una politica di difesa comune e di sicurezza comune" potrebbe però in realtà essere legata soprattutto al fatto che con la Brexit l'UE perde buona parte del suo armamentario nucleare. La possibilità poi che anche la Francia (altra potenza atomica) potrebbe votare, come vorrebbe Marine Le Pen, per l'uscita dall'Unione europea crea quindi presumibilmente un certo panico.

Ed infatti per i due ministri degli Esteri "il primo passo da fare è quello di condividere il contesto strategico" militare e di intelligence che dovrà essere sottoposto periodicamente all'esame dell'Unione europea per arrivare "ad una strategia concordata della politica estera e di sicurezza in accordo con gli interessi europei", e quindi non più nazionali. Nel documento si legge infatti che "l'UE dovrebbe essere in grado di pianificare e condurre operazioni militari e civili più efficaci basandosi su una catena di comando civile-militare permanente". Tutto questo avrà ovviamente un costo (a carico dei cittadini) poiché "gli Stati membri dovranno rispettare i loro impegni collettivi sulla spesa per la difesa e per l'approvvigionamento di materiali (atomici anche?, ndr), per la ricerca e per le nuove tecnologie".

Obiettivo è anche quello di estendere il campo di applicazione della Procura europea alla lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Anche in questo caso, servirà però "una armonizzazione delle legislazioni penali degli Stati membri" come nel documento viene descritta questa procedura.

Il secondo tema riguarda l'istituzione di un sistema di cooperazione permanente per affrontare la questione dei flussi migratori e dei rifugiati. Il fine è quello di "garantire il fatto che la sicurezza delle frontiere esterne non dovrà più essere solo un compito nazionale ma una responsabilità condivisa". I ministri francese e tedesco concordano quindi nel creare "il primo corpo multinazionale di guardie di frontiera e di guardia costiera" per un rafforzamento di Frontex. Per realizzare "una politica integrata dell'UE in materia di asilo, rifugiati e migrazioni" Francia e Germania propongono poi "la creazione di un sistema elettronico europeo di autorizzazione di viaggio (ESTA) per i cittadini dei paesi terzi esenti da visti". Interessante il fatto però che i rifugiati dovrebbero comunque essere accolti "il più vicino possibile ai loro paesi d'origine", cioè Italia e Grecia se si pensa ai flussi migratori provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente.

Dulcis in fundo, Francia e Germania insistono per procedere a ritmo maggiormente spedito verso il completamento dell'Unione economica e monetaria. Nel documento viene sostenuto infatti che "l'euro riflette l'impegno per un processo irreversibile di integrazione". Per arginare l'insofferenza crescente verso la moneta unica che si registra in UE i due ministri propongono quindi "un'azione simultanea su tre fronti: il rafforzamento della convergenza economica, una maggiore giustizia sociale e la responsabilità democratica, e migliorare la resistenza agli shock per preservare l'irreversibilità dell'euro".

Questo perché "il completamento dell'Unione economica e monetaria implicherà un continuo rafforzamento della governance politica e di condivisione degli oneri fiscali". Per questo motivo, si legge ancora nel documento, "le politiche economiche dei diversi Stati membri dell'UE dovranno essere bilanciate per garantire il corretto funzionamento della moneta unica" con una costante sorveglianza sui bilanci e sulla macro-economia di ogni Paese. Secondo le intenzioni di Francia e Germania tale processo che dovrebbe portare ad una irreversibilità dell'euro dovrebbe iniziare al più tardi nel 2018, per arrivare infine ad una tassazione e ad un sistema di ammortizzatori sociali comune.

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