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Dimissioni Lupi, Unione Inquilini: bilancio da ministro è fallimentare

Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini, commenta le dimissioni di Maurizio Lupi da ministro delle Infrastrutture, sottolineando che "l'unico rimpianto è che se avesse lasciato due mesi fa, forse si sarebbe evitato questo ulteriore insulto alla coesione sociale, già così ampiamente compromessa dalla crisi".

Maurizio Lupi "si è dimesso da ministro delle Infrastrutture per vicende che non riguardano il suo ruolo sul settore della casa. Certamente, però, non lascia alcun rimpianto. Il suo è un bilancio fallimentare: dal tentativo di sfondare il settore dell’edilizia residenziale pubblica con la vendita all’asta delle case popolari, alla guerra contro gli sfrattati con la proterva ostinazione a rifiutare la sospensione delle esecuzioni per la finita locazione a carico delle famiglie disagiate" commenta in una nota Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini. De Cesaris prosegue sottolineando quindi come "più che altro, il suo mandato di Ministro passerà come quello delle occasioni mancate e delle promesse tradite, prima fra tutte quelle del cosiddetto piano casa (la legge 80 del 2014): - aggiungendo - un provvedimento finto, con un piano di recupero di alloggi popolari inagibili che ancora non è operativo e stanziamenti illusori, con al centro l’accelerazione della dismissione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e l’aggiunta di una norma incostituzionale come la negazione della residenza e dei servizi essenziali a chi occupa per necessità un immobile". Il segretario dell'Unione Inquilini evidenzia anche come non sia un caso che negli anni della gestione di Maurizio Lupi del ministero di Porta Pia "non si è arrestata la corsa degli sfratti, in particolare quelli per morosità, che hanno raggiunto proprio in questo periodo il loro record storico (confermato dai dati recentissimi relativi al primo semestre 2014 che segnano un nuovo picco negativo)". De Cesaris infine ricorda: "Lupi è stato il ministro che ha abbassato le tasse sugli affitti alla proprietà immobiliare sul canale concordato (ormai a causa della recessione assestato vicino a quello libero) senza chiedere una corrispondente abbassamento dei canoni e che si è rifiutato di toccare l’assurdo privilegio di una tassazione di vantaggio nel libero mercato. - e ancora - E' stato il ministro che ha ceduto alle richieste della parte più retriva della proprietà immobiliare, con un rifiuto pregiudiziale a voler concedere la sospensione degli sfratti per finita locazione alle famiglie con gravissimi disagi (anziani, malati terminali, portatori di handicap, nuclei con minori). Anche qui, perpetrando un cinico imbroglio sulla pelle dei più poveri, scaricando su regioni e comuni una bomba ad orologeria che tutti sanno destinata a scoppiare perché non ci sono né le risorse idonee né i tempi necessari per poter intervenire". Il comunicato del segretario dell'Unione Inquilini si chiude evidenziando che "l'unico rimpianto è che se avesse lasciato due mesi fa, forse si sarebbe evitato questo ulteriore insulto alla coesione sociale, già così ampiamente compromessa dalla crisi".

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