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Bossi verso la secessione: dopo le guerre si riscrivono i Trattati

Umberto Bossi rispolvera la secessione, spiegando che ormai "la guerra economica ha visto la sconfitta dell'Italia" e che quindi la Lega Nord deve essere pronta a "riscrivere i Trattati".

Quasi tutta la politica, da quando è salito a Palazzo Chigi Mario Monti, sembra essersi messa al servizio dell'economista, lasciandogli adottare provvedimenti che se solamente proposti da qualsiasi altro governo (in primis quello di Berlusconi), quest'ultimo sarebbe stato "bollato" con i più impensabili aggettivi. E forse proprio per questo, ipotizzano i più maliziosi, alla politica piacciono (chi più chi meno) i tecnici, che si prenderanno la responsabilità e l'onere di chiedere "sacrifici" agli italiani per poi magicamente scomparire da dove sono venuti, lasciando il posto a quei partiti che per adesso sembrano essere solo "di contorno". Pdl, PD, Terzo Polo, tutti con i doverosi distinguo, appoggiano il governo Monti. Un po' più critica sembra essere l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, mentre si schiera all'opposizione la Lega Nord di Umberto Bossi, che domenica inaugura a villa La Favorita, vicino Vicenza, il "parlamento padano". Bossi torna a parlare a quella parte di base che continua a gridare "secessione", assolutamente indifferente rispetto a chi gli sottolinea che questa è "fuori dalla storia" ("Napolitano: secessione? Chi ne parla fuori da storia. Non dal governo" - http://is.gd/EAvz2e). Umberto Bossi sembra essere sempre più sicuro che "la Padania vincerà", delineando quella macroregione che il leader del Carroccio amerebbe veder realizzata nel prossimo futuro. La Padania sarebbe infatti l'unione del "Nord Italia, Austria e parte della Germania". "Abbiamo Veneto e Piemonte - spiega poi Roberto Calderoli - Domani vediamo il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, per capire se ci sta. Poi tocca a Trentino, Friuli e agli altri", sottolineando che il sogno sarebbe quella "separazione consensuale sul modello della Cecoslovacchia". Umberto Bossi sembra infatti voler sotterrare le armi, spiegando che "la guerra economica ha visto la sconfitta dell'Italia" e che quindi i leghisti devono cominciare ad "essere pronti perché‚ dopo le guerre - conclude il Senatur - si riscrivono i Trattati. E per noi si apre una finestra importante". Nel frattempo nel Parlamento non padano ci sarà Roberto Maroni che, promette Bossi ma molto meno elegantemente, non gliene farà passare una a Monti.

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