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Bossi su bombardamenti in Libia: fate l'amore non fate la guerra?

Mentre il PD, e anche Giorgio Napolitano, sembrano essere convinti che la scelta del governo e di Berlusconi di bombardare la Libia sia "il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo", Umberto Bossi e la Lega Nord ricordano che "le guerre non si fanno".

Una presa di posizione così netta contro la guerra in Libia, anche se Berlusconi sembra preferirla chimare "intervento su obiettivi militari", molti se la sarebbero aspettata dal Partito Democratico, che invece questa volta sembra ben felice di intervenire, sempre naturalmente "se verranno confermati i confini della risoluzione ONU 1973", come spiega Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del PD. Ma dopo che anche il Presidente della Repubblica, nonché capo delle forze armate, Giorgio Napolitano, sembra dare il proprio placet all'offensiva perché "costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo", nessun ostacolo sembrava frapporsi alla scelta del governo e di Berlusconi, che ha annunciato l'inizio degli imminenti bombardamenti in Libia solo attraverso una nota di Palazzo Chigi nella serata del 25 aprile. Decisione che sembra essere stata presa senza consultare quella che sarebbe la "seconda gamba" della maggioranza, e cioè la Lega Nord, tanto che gli esponenti del Carroccio da subito esprimono la propria contrarietà "a qualunque ulteriore intervento in Libia" come spiegava in primis Roberto Calderoli. E dopo le dichiarazioni del responsabile delle segreterie nazionali della Lega Nord, arrivano anche quelle del Senatur Umberto Bossi, che sembrano quindi lasciare il governo, metaforicamente, in bilico su un piede solo, rimanendo ora in equilibrio solo grazie all'appoggio della sua "terza gamba", cioè il partito dei Responsabili. Umberto Bossi dice senza mezze misure, come d'altronde suo solito, in una dichiarazione anticipata dalla Padania, quello che molti altri hanno pensato seguendo il vertice e la conferenza stampa italo-francese Berlusconi-Sarkozy, e cioè che "siamo diventati una colonia francese". Bossi afferma inoltre: "Non sono d'accordo sui bombardamenti in Libia. Le guerre - spiega - non si fanno e comunque non si annunciano così". "Berlusconi dirà pure che Gheddafi ci riempie di clandestini, ma io dico che non sono d'accordo sui bombardamenti - aggiungendo - Gli americani, se vogliono bombardare, facciano loro". Il Senatur conclude poi spiegando che "oltretutto dobbiamo pensare che se andiamo a bombardare poi ci toccherebbe pure ricostruire...". Questo però, potrebbe pensare qualcuno maliziosamente, potrebbe forse essere proprio uno dei motivi che hanno portato ai bombardamenti.

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