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Bossi e The family: Renzo Bossi, i faldoni della casa e "Silvio"

Umberto Bossi si dimette dopo la notizia della cartella "The family" custodita da Francesco Belsito. Al centro delle intercettazioni anche riferimenti a Renzo Bossi, e ad un misterioso "Silvio" che avrebbe "affossato" un fascicolo aperto tempo addietro dalla magistratura.

Le dimissioni di Umberto Bossi (...) arrivano dopo la diffusione della notizia che gli investigatori avrebbero trovato in una cassaforte di Francesco Belsito, tesoriere della Lega Nord indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato e appropriazione indebita (http://is.gd/SPZRx1), una cartella con l'intestazione "The family", che gli investigatori ipotizzano possa nascondere le presunte prove di una distrazione di fondi dal Carroccio diretti alla famiglia del Senatur.
Negli atti delle indagini, inoltre, pare emergere che Renzo Bossi, figlio di Umberto, e la sua fidanzata Silvia Baldo "sono stati insieme alla sede della Lega di via Bellerio e si sono portati via i faldoni della casa per timore di controlli", come sembra risultare da una intercettazione. La casa a cui si fa riferimento è quella a Gemonio, i cui lavori di ristrutturazione sarebbero stati pagati, secondo l'accusa, con una parte dei soldi della Lega Nord.
Negli atti dell'inchiesta pare inoltre che venga descritto un episodio legato a un presunto fascicolo formatosi sul figlio di Bossi che sarebbe stato, però, "affossato" da "Silvio".
Il nome "Silvio" è stato probabilmente associato da qualche media con quello di Berlusconi, tanto che il legale dell'ex premier ci tiene subito a precisare: "Alcune agenzie di stampa nell'ambito delle indagini riguardanti la Lega Nord, prospettano che in un'intercettazione emergerebbe il nome 'Silvio' come colui che avrebbe tenuto fermo, tramite la magistratura, un procedimento penale nei confronti di Renzo Bossi. Il nome 'Silvio' viene accostato, sempre da alcune agenzie, al presidente Berlusconi. L'ipotesi - conclude il legale - è totalmente priva di fondamento e del tutto risibile. Che il presidente Berlusconi possa essere intervenuto con la magistratura per ottenere tale risultato è davvero impensabile. Non solo ciò non è mai accaduto, ma si tratta davvero di una supposizione irrealistica e fuori da ogni logica".

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