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Bossi: BCE condiziona l'Italia, ma "positivamente"

Umberto Bossi da Gemonio ammette che il governo italiano a ricevuto una lettera inviata dalla BCE, ammettendo che la Banca centrale europea condiziona l'Italia, ma "positivamente". Le opposizioni intanto chiedono fino a che punto il nostro Paese è stato "commissariato".

La Banca centrale europea condiziona l'Italia, ma "positivamente", afferma Umberto Bossi a margine del vertice con Giulio Tremonti e Roberto Calderoli, a Gemonio, nel Varesotto, dove i tre ministri si sono "scambiati le idee" sulle prossime riforme da adottare riguardo le imprese. Umberto Bossi spiega poi che "la realtà ha preso il treno ed è venuta a trovarci" perché "per tanto tempo il Paese ha speso più di quanto poteva", il che sembra preannunciare una politica fatta di importanti tagli. Ma quali saranno le voci di spesa sulle quali il governo interverrà? Antonio Di Pietro dal suo blog si domanda infatti se le "istituzioni della UE e i leader delle principali potenze europee" hanno stabilito anche questo. Monta infatti la polemica, ma soprattutto la preoccupazione, in merito alla lettera inviata dalla BCE a Silvio Berlusconi, che sembra dettare la futura politica governativa dell'Italia. Anche il Senatur conferma l'avvenuta ricezione della lettera, ammettendo anche che "dobbiamo andare dietro un po' all'Europa", dichiarzione che sembra avvalorare la tesi delle opposizioni, e non solo, che ormai parlano di un'Italia "commissariata e sotto tutela", come sottolinea sempre il leader dell'Italia dei Valori. "Le regole della democrazia e della trasparenza esigono che Berlusconi e Tremonti raccontino chiaramente ai cittadini tutto quello che la UE ha chiesto all'Italia come condizione per salvarla dal fallimento a cui la stava condannando questo governo - continua Di Pietro - Il Parlamento repubblicano ha il diritto e il dovere di decidere dove affondare le forbici", affermando chiaramente che "la palla al piede dell'economia italiana è la corruzione, il pietrone al collo che la tira a fondo è l'illegalità diffusa, a partire dallo scandalo dell'evasione fiscale". Anche il PD vuole che sia resa nota integralmente la lettera della BCE, con Francesco Boccia (coordinatore delle commissioni economiche del PD alla Camera) che sottolinea come "è evidente che vi sia un'invasività inedita rispetto ad una condizione ordinaria della vita politica e democratica di un Paese" e per questo motivo chiede che "le decisioni dell'esecutivo si attengano ad un comportamento rigoroso e ispirato alla massima trasparenza".

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