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Berlusconi: pm cancro da estirpare. Bossi: io non penso quella roba lì

Da Milano Silvio Berlusconi affermava, nuovamente, che i magistrati sono "eversori" e "un cancro da estirpare". Interpellato in merito, Umberto Bossi risponde: "Io non penso quella roba lì. Penso che ogni tanto c'è qualcuno che rompe le scatole, però non sono tutti uguali".

Due giorni fa da Milano Silvio Berlusconi affermava, nuovamente, alla sua platea che i magistrati sono "eversori" e "un cancro da estirpare", precisando ieri da Olbia che comunque intendeva solo quelli che lo vogliono processare, cioè i pm di Milano. Il premier dalla Sardegna sottolinea poi che "gli insulti e le calunnie" di cui è oggetto "sono terrificanti", sostenendo, alla vigilia del Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, che "Mai in Italia si è verificata una stagione con una vita politica all'insegna di una guerra civile come adesso". Dopo queste ennesime dichiarazioni del premier, nonostante anche l'imperativo di Giorgio Napolitano che sottolinea il "No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma", qualche giornalista chiede al leader della Lega Nord Umberto Bossi, intervenuto a Bologna per un comizio, cosa pensasse delle parole di Berlusconi. "Bisogna chiederlo a Berlusconi - dice il Senatur - Io non penso quella roba lì. Penso che ogni tanto c'è qualcuno che rompe le scatole, però non sono tutti uguali". In questi giorni Giorgio Napolitano ha firmato i decreti sul federalismo e Bossi, ricordando anche come grazie alla Lega Nord "il Paese sta cambiando", si riallaccia alla prefazione scritta del Capo dello Stato al volume "Nel loro segno" pubblicato dal CSM in ricordo dei 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia (e delle BR): "Se non difendi la legalità, poi ti impantani - conclude Bossi - Senza legalità non si capisce più dove vai. La legalità è fondamentale".

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