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Ucraina orientale, filorussi denunciano: è catastrofe umanitaria

Uno dei leader della auto-proclamata Repubblica popolare di Donetsk nel sud-est dell'Ucraina "è una catastrofe umanitaria", causata dalle azioni militari e dai bombardamenti condotti dal governo di Kiev, per riprendere il controllo di quelle zone.

Secondo i dati ottenuti dalle Nazioni Unite e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, in Ucraina orientale sarebbero 1.129 i civili uccisi e 3.442 i feriti tra metà aprile e il 26 luglio. Kiev ha iniziato un'operazione militare nella parte est dell'Ucraina contro coloro che non hanno accettato il ribaltamento politico avvenuto dopo le manifestazioni di piazza del febbraio scorso, che hanno portato alla caduta dell'ex presidente Viktor Yanukovych, e il risultato delle elezioni successive. Dopo la Crimea, diverse regioni dell'Ucraina orientale si sono quindi autoproclamate repubbliche indipendenti, poiché preferiscono mantenere i legami con la Russia piuttosto che con l'Unione europea, così come invece persegue il nuovo governo di Kiev. Come riporta Ria Novosti, Andrei Rodkin, leader dell'auto-proclamata Repubblica popolare di Donetsk, denuncia che dall'inizio dell'operazione militare di Kiev nella regione sono stati uccise 523 persone, mentre i feriti salgono a circa 3mila. Rodkin ha aggiunto che sui territori non controllati dai sostenitori dell'indipendenza, il numero dei morti supererebbe invece i 1.500, poiché molti cadaveri sarebbero stati seppelliti segretamente. Secondo il leader della Repubblica popolare di Donetsk, la maggior parte di queste vittime sono civili, e denuncia: "Stiamo parlando di una catastrofe umanitaria nel sud-est dell'Ucraina", precisando che gli obiettivi più comuni di bombardamenti sono le zone residenziali tanto che il 60 per cento delle case a Slaviansk, Kramatorsk, Horlivka e Dzerzhinsk sono ormai distrutte. Mosca condanna fermamente l'operazione condotta dal governo di Kiev.

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