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Ucraina: mortaio esplode a Donetsk, 13 morti. Filorussi spostano linea di confine

Tredici persone hanno perso la vita nel quartiere Leninski di Donetsk, città dell'Ucraina dell'Est in mano ai filorussi, a causa dell'esplosione di un corpo di mortaio in una fermata dell'autobus. Dopo il massacro, Alexander Zakharchenko, leader dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk ha annunciato che sposterà la proprio linea di confine lontano dalla città.

Tredici persone hanno perso la vita nel quartiere Leninski di Donetsk, città dell'Ucraina dell'Est in mano ai filorussi, a causa dell'esplosione di un corpo di mortaio in una fermata dell'autobus. Ieri in una nota i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Francia e Germania hanno ribadito a tutte le parti la necessità di ritirare le armi pesanti dietro le linee stabilite dal piano di pace siglato a Minsk lo scorso 5 settembre. Dopo il massacro, Alexander Zakharchenko, leader dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk ha annunciato che sposterà la proprio linea di confine lontano dalla città "per evitare ulteriori bombardamenti da parte delle forze di Kiev". Secondo le autorità della Repubblica Popolare di Donetsk, domenica 18 gennaio più di 30 civili, tra cui alcuni bambini, sono stati uccisi nella città di Gorlovka a seguito di vari attacchi aerei condotti, accusano, dalle forze di Kiev. Da quando è stato firmato il cessate il fuoco a Minsk, rileva la stessa ONU, le vittime civili sarebbero però in continuo aumento.

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