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Ucraina: manifestanti federalisti ignorano ultimatum. Kiev pronta ad invasione?

I manifestanti nel sud-est dell'Ucraina che chiedono la federalizzazione hanno ignorato l'ultimatum lanciato dal governo di Kiev. Il premier ucraino ad interim, Oleksandr Turchynov, ha infatti minacciato che manderà l'esercito nelle regioni occupate, come Donetsk, se i manifestanti non lasceranno gli edifici governativi. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, fa invece come "la Russia non ha sentito ancora le reazioni dell'Occidente all'intenzione di Kiev di usare l'esercito per reprimere i manifestanti".

I manifestanti nel sud-est dell'Ucraina che chiedono la federalizzazione, occupando i palazzi del potere, hanno ignorato l'ultimatum lanciato dal governo di Kiev. Il premier ucraino ad interim, Oleksandr Turchynov, ha infatti minacciato che manderà l'esercito nelle regioni occupate, come Donetsk, se i manifestanti non lasceranno gli edifici governativi. Da parte sua, il governatore di Donetsk, Sergej Taruta, avrebbe annunciato l'introduzione del regime antiterroristico, in relazione all'operazione minacciata da Kiev. Le manifestazioni a sostegno della formazione di una federazione ucraina si stanno allargando di giorno in giorno, dopo l'annessione della Crimea alla Russia. Oltre alle città di Lugansk, e Kharkov, l'agitazione si è estesa a diverse altre città della regione di Donetsk, tra cui Mariupol, Yenakiyevo e Kramatorsk. Qualche giorno fa, il People's Council di Donetsk (composto dai manifestanti filo-russi scesi in piazza domenica) aveva annunciato l'intenzione ad indire un referendum entro 11 maggio per chiedere alla popolazione della regione se vuole staccarsi dall'Ucraina per far parte della Russia, o comunque per creare una federazione indipendente. Oleksandr Turchynov rilancia, annunciando che è disposto ad indire un referendum nazionale il 25 maggio, data delle elezioni presidenziali, ma con il voto esteso a tutti gli abitanti dell'Ucraina, dove ovviamente la maggioranza non è filo-russa ed il risultato sarebbe scontato.

Intanto, l'ambasciatore della Russia Vitaly Churkin presso le Nazioni Unite ha avvertito il governo di Kiev, nel corso dell'odierna riunione straordinaria dell'ONU, che i prossimi colloqui in merito alla crisi tra l'Ucraina, la Russia, gli Stati Uniti e la UE potrebbe fallire se Turchynov ordinerà di invadere con i militari il sud-est del Paese. Churkin inoltre incolpa l'Occidente dei disordini che si stanno creando in Ucraina, visto che uno dei primi provvedimenti presi da Kiev dopo il colpo di Stato (e la cacciata di Viktor Yanukovich) ha riguardato l'abolizione del russo come lingua ufficiale. Inoltre, l'ambasciatore della Russia avverte: "Smettila di raccontare storie di un accumulo delle nostre forze sul confine ucraino". Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, fa inoltre invece come "la Russia non ha sentito ancora le reazioni dell'Occidente all'intenzione di Kiev di usare l'esercito per reprimere i manifestanti".

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