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Ucraina, diplomatica USA: "UE si fotta". Washington: video rubato da spie russe

Scoppia un caso diplomatico tra Stati Uniti e Russia. L'assistente segretario di Stato per gli affari europei USA, Victoria Nuland, parlando della situazione dell'Ucraina, si lascia andare ad un poco elegante "l'UE si fotta". Washington però attacca Mosca e afferma che questo video sarebbe solo "un nuovo colpo basso dello spionaggio russo".

Finisce su Youtube una conversazione tra l'assistente segretario di Stato per gli affari europei USA, Victoria Nuland, e l'ambasciatore USA a Kiev, e l'audio diventa in poco tempo un caso internazionale. Parlando con Pyatt, infatti, Victoria Nuland si lascia andare ad un davvero poco diplomatico "Fuck the Eu", che tradotto nella maniera più elegantemente possibile sta a significare: "L'UE si fotta". Nella registrazione la Nuland riferisce a Pyatt di aver discusso di un piano per la pacificazione in Ucraina con il sottosegretario per gli Affari politici delle Nazioni Unite, l'americano Jeffrey Feltman, che vorrebbe nominare un inviato speciale dell'ONU per monitorare la situazione a Kiev. Dai discorsi, sembra quindi che gli Stati Uniti si stiano muovendo senza mettere al corrente gli alleati. La Nuland afferma poi di non considerare una "buona idea" quella di far diventare primo ministro il capo dell'opposzione ucraina anche perché, e qui sta la frase incriminata, "per quel che riguarda l'Unione europea... vada a farsi fottere". Appena saputo del video, l'assistente segretario di Stato per gli affari europei USA si scusa, ma Washington (già scottato per le magre figure causategli dai documenti trafugati da Edward Snowden) ribalta la situazione ed attacca Mosca. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki, afferma infatti che gli Stati Uniti pensano che questo sia solo "un nuovo colpo basso dello spionaggio russo". Psaki sostiene infatti che i primi a twittare, e quindi diffondere, il video siano stati alti funzionari di Mosca, riferendosi in particolare al cinguettio dell'assistente del vice primo ministro russo Dimitry Rogozin. D'altronde, potrebbe commentare maliziosamente qualcuno, chi di spionaggio ferisce di spionaggio perisce.

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