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Ucraina: de-escalation al 70%. Supera confine terzo convoglio russo

Secondo l'ambasciatore russo in Ucraina nelle zone del sud-est del paese sarebbe iniziata una vera de-escalation, con le ostilità che si sarebbero ridotte del 70%. Intanto, separatisti e rappresentanti del governo di Kiev hanno infatti "firmato un memorandum" che implica la creazione di "una zona cuscinetto". Nel frattempo, un terzo convoglio che trasporta aiuti russi ha attraversato la frontiera ucraina.

L'ambasciatore russo in Ucraina Mikhail Zurabov sostiene che il conflitto nelle zone del sud-est del paese ha iniziato una vera de-escalation. Zurabov ammette che dopo la firma del protocollo a Minsk il 5 settembre ci sono state alcune violazioni del cessate il fuoco ma assicura che "la de-escalation del conflitto è iniziata tanto che le ostilità si sono ridotte del 70%". Proprio ieri, in Ucraina è stato concordato un rafforzamento del cessate il fuoco. Al termine di un ulteriore colloquio a Minsk, durato diverse ore, separatisti e rappresentanti del governo di Kiev hanno infatti "firmato un memorandum" che implica la creazione di "una zona cuscinetto di almeno 30 chilometri". Le parti hanno quindi convenuto di allontanare dalla zona "tutti i gruppi armati stranieri e i mercenari". Intanto, l'Itar-Tass rivela che le milizie dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e l'esercito ucraino hanno scambiato 76 prigionieri di guerra, 38 per ogni parte. Lo scambio ha avuto luogo nella zona di Konstantinovka, a 60 km a sud di Donetsk. Nel frattempo, un terzo convoglio che trasporta aiuti russi ha attraversato la frontiera ucraina e si sta muovendo verso la sua destinazione, nel sud-est dell'Ucraina. Ad entrare in Ucraina circa 200 camion russi che starebbero portando alimenti ma anche altre attrezzature, come generatori di corrente, forniture mediche, vestiti caldi e acqua potabile in bottiglia, per un peso complessivo di 2.000 tonnellate. A quanto pare, prima della partenza del convoglio i doganieri ucraini e i rappresentanti della Croce Rossa Internazionale sarebbero stati ripetutamente invitati dai russi a ispezionare il carico, ma entrambi avrebbero rifiutato senza offrire alcuna motivazione.

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