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Ucraina: convoglio umanitario russo viaggia verso Luhansk, anche senza Croce Rossa

Mosca si è stancata di attendere il lasciapassare di Kiev e comincia a far viaggiare il convoglio umanitario, rimasto bloccato al confine con l'Ucraina per giorni, verso Luhansk. A scortare i camion non ci sarà per il momento la Croce Rossa perché senza un accodo tra le due parti non ci sono le garanzie necessarie di sicurezza.

La stazione radio Kommersant FM, citando il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, informa che il presidente russo Vladimir Putin è stato informato del fatto che oggi il convoglio umanitario della Russia ha iniziato a viaggiare verso la città di Luhansk, nell'Ucraina orientale. Ad annunciare la partenza del convoglio umanitario dal confine ucriano, dove è rimasto bloccato per giorni, è stato il Ministero degli Esteri russo. I 280 camion, che trasportano circa 2.000 tonnellate di aiuti umanitari, avevano infatti lasciato Mosca, diretti in Ucraina, il 12 agosto scorso. Poco dopo però, Kiev ha bloccato il convoglio, perché avrebbe superato senza autorizzazioni e controlli la dogana. Il Servizio di guardia di frontiera dell'Ucraina accusa la Russia di far muovere il convoglio "senza l'accompagnamento dei rappresentanti della Croce Rossa Internazionale e in violazione degli accordi esistenti circa lo sdoganamento del carico". Da parte sua, Mosca si dice invece favorevole all'accompagnamento della Croce Rossa. L'organizzazione ha però precisato che per il momento non accompagnerà il carico russo poiché, senza un accodo tra le due parti, non ci sono le garanzie necessarie di sicurezza per gli operatori che dovrebbero scortare il convoglio. Gli indipendentisti dell'Ucraina orientale assicurano di aver istituito dei posti di blocco e dei cordoni per il traffico affinché sia garantita una sicura consegna degli aiuti umanitari, ma accusano i militari di Kiev il proseguimento degli attacchi nonostante la pericolosità della situazione. La Russia, ma il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon e il sottosegretario generale degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite, Valerie Amos, hanno chiesto un cessate il fuoco per consentire la consegna degli aiuti umanitari agli abitanti del sud-est dell'Ucraina. Pur non entrando nel merito della questione, Sébastien Brabant, vice portavoce del capo della politica estera dell'Unione europea, ricorda che la Commissione europea rimane del parere che "gli aiuti umanitari russi possano essere consegnati solo in piena conformità con il diritto internazionale, attraverso le organizzazioni internazionali competenti e con il consenso delle autorità ucraine".

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