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Ucraina: aiuti umanitari da Mosca ancora bloccati. Colloquio Putin-Merkel

Un carico di 2mila tonnellate di aiuti umanitari provenienti dalla Russia e diretti in Ucraina sono ancora bloccati, poiché Kiev ipotizza che all'interno dei mezzi possano esserci anche rifornimenti militari diretti agli indipendentisti. La Croce Rossa attende che Kiev e Mosca si mettano d'accordo, impossibilitata per il momento a distribuire gli aiuti. Colloquio telefonico tra Vladimir Putin e Angela Merkel.

Dall'inizio dell'operazione speciale di Kiev in Ucraina orientale, dove forze indipendentiste rifiutano l'autorità nel nuovo governo insediatosi a metà aprile, 1.367 persone sono state uccise mentre 4.087 sono rimaste ferite, tra cui 2.589 civili e 29 bambini, secondo un rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA). Almeno 117.000 persone, invece, sono state sfollate con la forza. Ed ecco perché in Ucraina orientale sono necessari gli aiuti umanitari, gli stessi che anche la Russia vorrebbe distribuire ma che per il momento sono bloccati in circa 300 camion. All'inizio di questa settimana, la Russia ha infatti inviato un convoglio umanitario in Ucraina di 280 camion che trasportano circa 2.000 tonnellate di aiuti umanitari, tra cui 400 tonnellate di grano, 100 tonnellate di zucchero, 62 tonnellate di alimenti per l'infanzia, 54 tonnellate di farmaci, 12.000 sacchi a pelo e 69 generatori elettrici mobili. Kiev però non ne permette la distribuzione, ipotizzando che all'interno dei camion possano esserci anche rifornimenti militari diretti agli indipendentisti. Il Ministero degli Esteri russo ha respinto tali accuse, chiarendo anche che non ha mai nascosto informazioni riguardanti il contenuto dei camion. Il Ministero degli Esteri russo nega inoltre categoricamente, come sostenuto dal Servizio di Sicurezza dell'Ucraina, stando a quanto riportano i media locali, di voler consegnare il carico per la regione Donbass evitando di passare i checkpoint controllati da Kiev. La Russia chiarisce che l'itinerario per la consegna degli aiuti umanitari era stato infatti concordato precedentemente con l'Ucraina, aggiungendo che l'elenco dettagliato del carico è stato consegnato al Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC), che non ha chiesto ulteriori dettagli in merito. Il Ministero degli Esteri russo conclude: "Ecco perché il tentativo di Kiev di far sembrare che la parte russa sta ritardando la consegna dei documenti alla Croce Rossa, è, a dir poco, sconcertante". Da parte sua, la Croce Rossa sottolinea che "non può prendere il carico sotto la propria responsabilità" senza che prima Kiev e Mosca abbiano raggiunto un accordo. Intanto, il presidente russo Vladimir Putin e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno avuto un colloquio telefonico. Secondo Steffen Seibert, portavoce del governo tedesco, la Merkel avrebbe espresso la viva speranza che il convoglio umanitario russo giunga in Ucraina al presto affinché le scorte siano distribuiite ai residenti in difficoltà. Vladimir Putin ha invece espresso la sua preoccupazione per la situazione umanitaria in Ucraina. Nel corso di una conferenza stampa, Putin ha infatti assicurato che la comunità internazionale sta proseguendo la discussione per giungere ad una de-escalation della situazione in Ucraina.

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