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Ucraina, Obama: se non ci sarà de-escalation nuove sanzioni contro Russia

Commentando i risultati dei colloqui a quattro che si sono svolti Ginevra per ridurre le tensioni in Ucraina, Barack Obama annuncia che se non ci sarà una vera de-escalation allora gi Stati Uniti, in accordo con l'UE, applicheranno nuove sanzioni alla Russia.

Commentando i risultati dei colloqui a quattro che si sono svolti Ginevra per ridurre le tensioni in Ucraina, Barack Obama afferma che gli Stati Uniti non hanno smesso di considerare di imporre ulteriori sanzioni contro la Russia, che verranno applicate se non ci sarà un "miglioramento effettivo della situazione". In un comunicato del 17 aprile, la Casa Bianca ha infatti rivelato che "Barack Obama ed il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno convenuto che gli Stati Uniti e l'Europa sono pronti a prendere ulteriori misure se la de-escalation non si verificherà in breve tempo. I leader hanno inoltre sottolineato il loro sostegno per le elezioni presidenziali in Ucraina del 25 maggio". Tra gli accordi raggiunti nel vertice a quattro, anche quello che prevede lo "scioglimento dei gruppi armati illegali" in tutte le regioni ucraine, oltre che la liberazione degli edifici occupati dai manifestanti filorussi. Il Segretario Generale dell'OSCE (Organization for Security and Cooperation in Europe) Lamberto Zannier ha confidato a Ria Novosti che il disarmo dei gruppi militanti irregolari presenti in Ucraina è un compito che dovranno svolgere però le autorità di Kiev poiché riguarda una "questione di ordine pubblico". Intanto, il servizio di sicurezza del Paese informa che le operazioni speciali per reprimere le proteste in Ucraina orientale continuano, anche se sono passati a una "fase inattiva" a seguito dell'accordo raggiunto a Ginevra con USA, UE, e Russia. Kiev infatti non ha intenzione di fermare l'operazione nell'Ucraina orientale e la sua intensità dipenderà da come verranno rispettate le convenzioni stipulate a Ginevra. Le milizie filorusse hanno infatti già annunciato che lasceranno gli edifici occupati nell’est dell’Ucraina "solo se il governo ad interim di Kiev si dimetterà". Il presidente ucraino Oleksandr Turchynov e il premier ad interim Arseniy Yatsenyuk promettono però che "il governo ucraino è pronto a varare una riforma costituzionale che concederebbe ampi poteri alle regioni, accordando uno statuto speciale alla lingua russa e garantendo la protezione di quella lingua".

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