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Ucraina, ONU: elezioni dei separatisti mina memorandum pace di Minsk

Le elezioni politiche in ucraina vedono in vantaggio il il partito del Fronte Popolare guidato da Arseniy Yatsenyuk, ma i risultati non schiaccianti uciti dalla urne portano a dover riflettere su una grande coalizione, anche con il partito dell'ex primo ministro Yulia Tymoshenko. Intanto, il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, dichiara come inaccettabili le elezioni del 2 novembre indette dai separatisti dell'Ucraina dell'Est.

Con il 98% delle schede scrutinate, le elezioni politiche in Ucraina vedono in vatanggio il partito del Fronte Popolare guidato da Arseniy Yatsenyuk al 22.16% dei voti, mentre il Blocco del presidente Petro Poroshenko rimane indietro al 21.82%. L'Unione Pan-Ucraina "Patria" (Batkivshchyna), partito dell'ex primo ministro Yulia Tymoshenko, supera invece lo sbarramento del 5%, e già oggi propone di redigere un accordo di coalizione con le principali fazioni politiche del Parlamento ucraino neo-eletto. I risultati delle elezioni mostrano infatti la necessità di un accordo tra le varie parti, tanto che nella giornata odiera il partito di Poroshenko ha diffuso una propria versione di accordo di coalizione che contiene 13 brevi proposte di riforme, dal sistema giudiziario al settore energetico. Anche il Fronte Popolare ha redatto un proprio progetto di coalizione. Yulia Tymoshenko spiega: "Ho letto tutte le proposte, e sono convinta che c'è la necessità di uno sforzo per redigere un accordo di coalizione congiunta, che rifletta le posizioni di tutti i partiti".
Intanto, internazionalmente imperversa la polemica sul fatto che Mosca ha dichiarato che considererà legittima anche l'elezione del 2 novembre, quella che i separatisti hanno indetto nelle autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk. Contro queste elezioni si è alzata anche la voce del segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, sostenendo che la chiamata alle urne dei separatisti sarebbe una chiara "violazione della Costituzione e del diritto nazionale" dell'Ucraina. Ban Ki-moon si dice certo, infatti, che "queste 'elezioni' mineranno seriamente il protocollo e il memorandum di Minsk che devono essere attuati pienamente al più presto" per ripristinare la stabilità e tutelare la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina. Diversa la posizione del ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che si dice convinto che le elezioni in Ucraina dell'Est rientrano proprio "tra gli aspetti più importanti degli accordi di Minsk".

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