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Ucraina, Gazprom: Russia pronta a chiudere i rubinetti con UE, quelli del gas

Mentre il segretario di Stato USA di John Kerry minaccia di "isolare la Russia economicamente" e l'Europa pensa a "possibili misure mirate" contro Mosca, Gazprom avverte che è pronta a chiudere i rubinetti con l'Europa, quelli del gas ovviamente. Al centro, della crisi Ucraina, infatti, più che una guerra di diritt c'è una guerra economica tra super potenze mondiali.

Il segretario di Stato USA di John Kerry minaccia di "isolare la Russia economicamente" e di mandare in crash il rublo se non si piegherà sulla crisi Ucraina alle pressioni internazionali. E anche Bruxelles annuncia che "possibili misure mirate" nei confronti di Mosca saranno valutate nel Consiglio di giovedì dei leader della UE. Mosca avverte quindi che in caso di sanzioni, la Russia è pronta a chiudere i rubinetti con l'Europa, quelli del gas ovviamente. Il gigante Gazprom che gestisce il gas naturale, controllata anche dal governo russo attraverso delle quote, ha infatti annunciato oggi che interromperà le forniture di gas verso l'Europa se le minacce di USA e Europa si concretizzeranno. Il direttore finanziario di Gazprom, Andrei Kruglov, ha inoltre sottolineato come l'Ucraina sia venuta meno ai suoi obblighi sul debito. Lo stesso Financial Times ha evidenziato che "il conflitto con la Russia metterebbe a repentaglio una delle vie di transito del gas verso l'Europa", il che ovviamente farebbe schizzare i prezzi, tanto che il prestigioso quotidiano economico precisa che il monopolio di Gazprom è come "un'arma formidabile da usare contro l'Ucraina". I venti di guerra in Ucraina spirano non tanto per portare una soffiata di nuovi diritti alla popolazione ma per abbattere quei muri che reggono le economie delle super potenze mondiali. Da diversi anni alcune compagnie petrolifere statunitensi hanno cominciato infatti ad essere molto attive in Polonia, Romania ed Ucraina occidentale, dove hanno firmato o sono intenzionate a firmare accordi per un'attività di perforazione di nuovi pozzi. Le multinazionali statunitensi sembrano infatti pronte ad espandere il loro monopolio in quelle regioni dell'Europa, scippando a Gazprom (e alla Russia) accordi commerciali importanti con alcuni Stati, tra cui la Germania.

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