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Referendum Ucraina: affluenza 75%. Donetsk: avviare divorzio civile con Kiev

Anche se Stati Uniti ed UE lo dichiarano illegittimo, le regioni orientali dell'Ucraina dopo il referendum per l'autodeterminazione che si sta svolgendo oggi si preparano ad avviare colloqui per arrivare ad un "divorzio civile" con il governo di Kiev. "Vogliamo far parte di questo processo negoziale, che si basa sulla volontà del popolo, e costruire relazioni con tutti gli Stati sulla base della parità dei diritti" sottolinea Boris Litvinov, uno dei leader di Donetsk, che si autoproclamata Repubblica popolare.

Anche se Stati Uniti ed UE lo dichiarano illegittimo, le regioni orientali dell'Ucraina dopo il referendum che si sta svolgendo oggi si preparano ad avviare colloqui per arrivare ad un "divorzio civile" con il governo di Kiev. Come riporta l'Itar Tass, infatti, a Lugansk, città a sud-est dell'Ucraina, l'affluenza per il referendum per l'autodeterminazione della regione supera il 75%. Anche Donetsk, che si autoproclamata Repubblica popolare, i risultati dei referendum sembrano essere schiaccianti, tanto che i leader annunciano di voler convocare un congresso regionale con ii deputati di tutti i livelli per avviare, appunto, un processo di "divorzio civile" con le autorità di Kiev. "Vogliamo far parte di questo processo negoziale, che si basa sulla volontà del popolo, e costruire relazioni con tutti gli Stati sulla base della parità dei diritti" sottolinea Boris Litvinov, uno dei leader di Donetsk, chiarendo che il referendum è assolutamente legittimo anche perché "per esprimere il proprio voto gli elettori spesso si trovano ad attendere davanti ai seggi elettorali a causa di file che arrivano anche a 400 metri". La Reuters riporta invece come uno dei leader separatisti avrebbe anticipato che le regioni ucraine orientali dovrebbero formare i propri organi statali e militari subito dopo il referendum, formalizzando così una scissione che ha avuto inizio il mese scorso con l'acquisizione armata di edifici statali in una dozzina di città. Il Ministero dell'Interno dell'Ucraina ha invece bollato il referendum come un "farsa criminale" affermando che sue schede elettorali erano "imbevute di sangue" . Un funzionario avrebbe spiegato che i due terzi del territorio dell'Ucraina si sarebbe rifiutato di partecipare al referendum. Secondo Itar Tass, ci sarebbero problemi di voto solo in quei in quartieri dell'Ucraina "dove l'esercito ostacola il referendum", come negli insediamenti di Svatovo, Melovoye, Belokurakino e Troitskoye.

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