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Crisi Ucraina: prezzo mondiale del grano schizza del 30% in tre mesi

Mentre il sorvegliato speciale rimane il gas, il prezzo mondiale del grano schizza di circa il 30% in soli tre mesi, sempre a causa della crescente crisi in Ucraina. A lanciare l'allarme è la Coldiretti, evidenziando che a subire consistenti rialzi sono praticamente tutte le materie prime agricole, dal mais alla soia agricole per la produzione di pane, birra ed anche mangimi per l'allevamento destinato a latte e carne.

Mentre il sorvegliato speciale rimane il gas, il prezzo mondiale del grano schizza di circa il 30% in soli tre mesi, sempre a causa della crescente crisi in Ucraina. Al Chicago Board of Trade, punto di riferimento mondiale per le materie prime agricole, il valore del grano ha infatti superato gli oltre 7,3 dollari per bushel per le consegne a luglio. A lanciare l'allarme è la Coldiretti, evidenziando che a subire consistenti rialzi sono praticamente tutte le materie prime agricole, dal mais alla soia agricole per la produzione di pane, birra ed anche mangimi per l’allevamento destinato a latte e carne. A spingere i prezzi in alto sono soprattutto le vicende dell’Ucraina, considerata il granaio d’Europa, che si sono allargate anche ad Odessa (dove sono morti 39 filorussi in un incendio), importante sede portuale anche per le spedizioni. La Coldiretti sottolinea quindi che "garantire la stabilità dei prezzi in un mercato a domanda rigida come quello alimentare è un obiettivo di interesse pubblico che va sostenuto con l’introduzione di interventi di mercato innovativi a livello comunitario, ma anche con investimenti a livello nazionale per sostenere le strutture impegnate a stabilizzare il mercato".

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