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Rapporto UNHCR Global Trends: Paesi ricchi non accolgono i rifugiati

Il rapporto dell'UNHCR Global Trends rivela che nel 2014 ci sono stati 59,5 milioni di migranti forzati i quali, se "componessero una nazione, sarebbe la ventiquattresima al mondo per numero di abitanti". Ma il rapporto dell'UNHCR evidenzia anche che mentre l'Italia e l'Europa tutta lamenta l'enorme flusso di migranti "la distribuzione globale dei rifugiati resta fortemente sbilanciata verso le nazioni meno ricche" e che "il maggior numero di domande di asilo sono stati la Germania e la Svezia".

L'ultimo Rapporto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) mette in rilievo che "le migrazioni forzate su scala mondiale provocate da guerre, conflitti e persecuzioni hanno raggiunto i massimi livelli registrati sinora e i numeri sono in rapida accelerazione". In una nota, viene sottolineato che "il nuovo rapporto annuale dell'UNHCR Global Trends riporta una forte escalation del numero di persone costrette a fuggire dalle loro case, con 59,5 milioni di migranti forzati alla fine del 2014 rispetto ai 51,2 milioni di un anno prima e ai 37,5 milioni di dieci anni fa. - precisando - L'incremento rispetto al 2013 è stato il più alto mai registrato in un solo anno". L'UNHCR precisa che "l'accelerazione principale è iniziata nei primi mesi del 2011, quando è scoppiata la guerra in Siria, diventata la principale causa di migrazione forzata a livello mondiale. Nel 2014, ogni giorno 42.500 persone in media sono diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni, dato che corrisponde a un aumento di quattro volte in soli quattro anni. In tutto il mondo, una persona ogni 122 è attualmente un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. - evidenziando - Se i 59,5 migranti forzati nel mondo componessero una nazione, sarebbe la ventiquattresima al mondo per numero di abitanti".

"E' terrificante che da un lato coloro che fanno scoppiare i conflitti risultano sempre più impuniti, e dall'altro sembra esserci apparentemente una totale incapacità da parte della comunità internazionale a lavorare insieme per fermare le guerre e costruire e mantenere la pace." sottolinea l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres. Il rapporto dell'UNHCR rivela che "negli ultimi cinque anni, sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti: otto in Africa (Costa d'Avorio, Repubblica Centrafricana, Libia, Mali, nord-est della Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e quest'anno Burundi); tre in Medio Oriente (Siria, Iraq e Yemen); uno in Europa (Ucraina) e tre in Asia (Kirghizistan, e diverse aree del Myanmar e del Pakistan)" ma che "solo poche di queste crisi possono dirsi risolte e la maggior parte di esse continuano a generare nuovi esodi forzati" tanto che "nel 2014 solamente 126.800 rifugiati hanno potuto fare ritorno nei loro paesi d'origine, il numero più basso in 31 anni". Tutto questo senza contare le condizioni di instabilità e conflitto che perdurano ormai da decenni per esempio in Afghanistan e Somalia. La nota prosegue specificando: "Il rapporto dell'UNHCR Global trends mostra che nel solo 2014 ci sono stati 13.900.000 nuovi migranti forzati - quattro volte il numero del 2010. A livello mondiale si sono contati 19,5 milioni di rifugiati (rispetto ai 16,7 milioni del 2013), 38,2 milioni di sfollati all'interno del proprio paese (rispetto ai 33,3 milioni del 2013) e 1,8 milioni di persone in attesa dell'esito delle domande di asilo (contro i 1,2 milioni del 2013). Il dato più allarmante è che più della metà dei rifugiati a livello mondiale sono bambini". A livello globale la Siria è il paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni (7,6 milioni) che di rifugiati (3.880.000 alla fine del 2014). L'Afghanistan (2.590.000) e la Somalia (1,1 milioni) si classificano al secondo e al terzo posto.

Paradossalmente, mentre l'Italia e l'Europa tutta lamenta l'enorme flusso di migranti "la distribuzione globale dei rifugiati resta fortemente sbilanciata verso le nazioni meno ricche, mentre le più ricche risultano interessate in misura inferiore" denuncia il rapporto dell'UNHCR, visto che "quasi 9 rifugiati su 10 (86 per cento) si trovavano in regioni e paesi considerati economicamente meno sviluppati" e "più di un quarto di tutti i rifugiati erano collocati in paesi che si trovavano classificati nella lista delle Nazioni Meno Sviluppate, compilata dalle Nazioni Unite". L'UNHCR precisa quindi che "nell'Unione Europea, i paesi che hanno ricevuto il maggior numero di domande di asilo sono stati la Germania e la Svezia", e questo nonostante gli sbarchi siano sulle coste dell'Italia. Nel complesso, a fine 2014 "il numero di migranti forzati in Europa ha raggiunto quota 6,7 milioni, rispetto ai 4,4 milioni alla fine del 2013, con la percentuale più elevate registrate tra i siriani presenti in Turchia e gli ucraini nella Federazione Russa".

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