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UIL: su vicenda quota 96 governo agito da "dilettante allo sbaraglio"

Marianna Madia annuncia un emendamento soppressivo contro i quota 96 del comparto scuola, che quindi vedono sfumare la possibilità di andare in pensione dal 1 settembre. La UIl riflette: Prima si ammette, per questi lavoratori, l'errore contenuto nella legge Fornero, adesso il governo si tira indietro. - aggiungendo - Se non fossero cose serie si potrebbe dire dilettanti allo sbaraglio".

"La vicenda che sta interessando la pensione dei professori contenuta nel decreto sulla riforma della PA ha del grottesco e del paradossale" afferma Antonio Foccillo, Segretario confederale UIL, commentando l'annuncio da parte del governo di voler presentare un emendamento soppressivo che impedirà ai cosiddetti quota 96 di maturare la pensione dal 1 settembre. Il sindacalista precisa: "Non si può scherzare con la vita delle persone. - ricordando - Prima si ammette, per questi lavoratori, l'errore contenuto nella legge Fornero, riconoscendo, dunque, il diritto e proponendo la possibilità di poter finalmente farli andare in pensione, adesso il governo si tira indietro perché non ci sarebbe la copertura necessaria e, quindi, si ritorna al passato". Foccillo sottolinea quindi: "Se non fossero cose serie si potrebbe dire dilettanti allo sbaraglio". Il Segretario confederale Uil chiede quindi che "finalmente si metta fine alla vicenda" dei quota 96 e che "si possa permettere anche ai professori di andare legittimamente in pensione", concludendo: "Per questo abbiamo sempre sostenuto che le riforme, quando sono tali, si fanno con il dovuto tempo e soprattutto coinvolgendo le rappresentanze sociali, in modo da evitare queste brutte figure". Anche se dietro la decisione del governo Renzi sui quota 96, ci potrebbero essere anche "ghiochini di palazzo" come sostiene Francesco Boccia, deputato del PD.

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