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UIL: sciopero generale. Governo Renzi non risolve problemi veri delle persone

Dopo la CGIL, anche la UIL dichiara lo sciopero generale denunciando che il governo Renzi "non ha dato alcuna risposta chiara ai problemi veri delle persone". L'esecutivo non ha dato infatti nessuna disponibilità al rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, con la UIL che lamenta: "Nella legge di stabilità 2015 "permangono forti contraddizioni che impediscono di immaginare un progetto di rilancio del Paese".

Al termine dell'incontro svoltosi nella serata di ieri, 18 novembre, a Palazzo Chigi, durante il quale il governo Renzi non ha aperto a nessuna possibilità in merito allo sblocco dei contratti del pubblico impiego, la UIL dichiara lo sciopero generale. In una nota, il sindacto guidato da Luigi Angeletti precisa infatti che "nessuna disponibilità è giunta dal governo a proposito del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. Nessuna risposta è stata data sulla richiesta degli 80 euro ai pensionati, né sul ripristino della rivalutazione delle pensioni né, tantomeno, sui non autosufficienti" aggiungendo che resta inoltre "nebulosa tutta la partita relativa al Jobs Act, con il rischio concreto che siano messi in discussione le tutele per quei lavoratori che già le hanno". La UIL lamenta infine che i provvedimenti del governo non garantirebbero "le risorse necessarie per una continuità agli ammortizzatori sociali, per la protezione di coloro che rischiano la perdita del posto di lavoro". Il sindacato evidenzia poi che nella legge di stabilità 2015 "permangono forti contraddizioni che impediscono di immaginare un progetto di rilancio del Paese, a partire dal Sud, mentre per le imprese si prevede una riduzione indiscriminata dell'Irap, che non premia chi fa innovazione e occupazione. - sottolineando - La stessa auspicata riduzione delle tasse sul lavoro può perdere peso e sostanza a fronte di un incremento della tassazione locale, oltreché sul TFR o sui fondi pensione. Le ricadute negative di questa condizione sarebbero immediate, peralto, nel settore dei trasporti e dei servizi". La UIL chiarisce che le parti sociali (all'incontro erano presenti anche la CISL e la CGIL) hanno "avanzato rivendicazioni concrete per dare soluzione ai problemi dei giovani, dei disoccupati, dei pensionati e dei lavoratori" affermando però che il governo Renzi "non ha dato alcuna risposta chiara ai problemi veri delle persone, né in occasione degli incontri che ha avuto con i sindacati né nella sua attività di definizione e proposta dei provvedimenti necessari ad affrontare tutte le questioni ancora aperte". Per tutti questi motivi, la UIL dichiara lo sciopero generale e proporrà a CGIL e CISL l'individuazione di una data e di modalità comuni per l'attuazione della mobilitazione ormai non più rinviabile. Non è ancora chiaro, quindi, se lo sciopero generale della CISL confluirà nella data del 5 dicembre proclamata dalla CGIL, a cui la CISL aveva dichiarato di non voler aderire.

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