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Riforma PA, UIL: norme incidono in termini negativi sui lavoratori

LA UIL conferma il giudizio estremamente negativo in merito alla riforma della Pubblica Amministrazione. Nel corso dell'Audizione alla XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, sottolinea infatti che la riforma della PA è inoltre "un provvedimento non organico" e contiene norma "che incidono solo, in termini negativi, sui lavoratori del pubblico impiego".

La UIL conferma il giudizio estremamente negativo in merito alla riforma della Pubblica Amministrazione. Nel corso dell'Audizione alla XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, sottolinea infatti che "una vera riforma della pubblica amministrazione avrebbe dovuto affrontare temi rilevanti come la qualificazione dei servizi pubblici; la semplificazione delle procedure; un piano di investimenti per formazione e nuova tecnologia; innovazione dell'organizzazione per migliorare l'efficacia dei servizi, reperendo i finanziamenti tagliando sprechi sperperi e colpendo il malaffare. - evidenziando - Soprattutto, una riforma vera non può prescindere dal coinvolgimento di chi ci lavora, valorizzandone la professionalità e riconoscendo i loro diritti, a partire dal rinnovo dei contratti". Foccillo sottolinea quindi che la riforma della PA è inoltre "un provvedimento non organico" perché al suo interno presenta "norme disarmoniche fra di loro e che incidono solo, in termini negativi, sui lavoratori del pubblico impiego". Il segretario confederale della Uil lamenta inoltre il fatto che "ancora non si conoscono i contenuti del disegno di legge che pur era stato varato nel Consiglio dei Ministri e che dovrebbe essere il proseguimento di questa presunta riforma". Sulla base del testo generale presentato, la Uil ha comunque già proposto alcuni emendamenti che dovrebbero essere approvati "per ripristinare uguaglianza di trattamento fra lavoratori pubblici, in particolare sui processi di mobilità obbligatoria, sull'eventuale ricorso a mansioni inferiori e sulle prerogative sindacali" anche perché, prosegue Foccillo, "il provvedimento incide profondamente sullo stato del personale, senza che siano state coinvolte le organizzazioni sindacali, e addirittura, vengono considerate nulle le normative contrattuali che prevedono un diverso regime rispetto ai contenuti del decreto legge". La Uil insite quindi sul fatto che, prima di parlare di qualsiasi tipo di riforma della PA, bisogna rimettere mano al rinnovo dei contratti visto che "il salario individuale dei lavoratori pubblici è bloccato al 2009 ed è stato profondamente ridotto il potere di acquisto dei salari".

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