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Van Rompuy: ora riforme, non elezioni. Italia militarizzata da banche?

Herman Van Rompuy appena giunto in Italia sembra cominciare a dettare le linee della nostra politca interna, tanto da affermare che "questo Paese ha bisogno di riforme, non di elezioni". E Nichi Vendola tuona: "Io non accetto di farmi militarizzare dalle grandi banche internazionali".

Per chi avesse ancora dei dubbi sul fatto che l'Italia è ormai un Paese commissariato, penserà forse qualcuno, le parole del presidente del Consiglio europeo dovrebbero dissipare ogni eventuale dubbio, visto che appena giunto in Italia Herman Van Rompuy ha affermato che "questo Paese ha bisogno di riforme, non di elezioni". E infatti le elezioni non ci saranno. Per dimostrare quanto l'Europa ritenga affidabile l'Italia, spunta anche l'idea di rendere illimitata la missione UE-BCE che sta ispezionando i ministeri per assicurarsi che le riforme annunciate siano portate a termine perché, come spiega un portavoce della Commissione UE, "non c'è una fine prevista e non è stato deciso se affidarle un mandato permanente". Herman Van Rompuy, che ha incontrato Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi, ha poi anche elargito consigli inerenti la politica italiana, chiarendo che "prima di tutto" è necessario "l'adozione della legge di Stabilità per riportare l'Italia sul binario giusto, cominciando a riguadagnare la necessaria credibilita". E tanto per non essere frainteso, Van Rompuy sottolinea che "in questo momento è di fondamentale importanza che le autorità italiane approvino il pacchetto di misure nel week end, per mandare un segnale ai partner internazionali e ai mercati". Un segnale che arriverà senza ombra di dubbio visto che dall'Udc al PD quasi nessuno sembra aver intenzione di ostacolare l'iter parlamentare della legge, già approvata in tempi record al Senato. Pier Ferdinando Casini su Twitter per esempio cinguetta "Non conosco il contenuto del maxiemendamento alla l.stabilità, ma faremo di tutto perché venga approvato nel più breve tempo possibile" (http://is.gd/xdCGFo), mentre Pier Luigi Bersani annuncia la "disponibilità totale dei parlamentari per essere pronti in ogni momento, festivi inclusi, a votare". L'implementazione delle misure all'interno del ddl Stabilità "è assolutamente cruciale" continua Van Rompuy perché "è un passo importante nella giusta direzione", quella della politica del "20:80" (http://is.gd/gI7HVN), avrà forse pensato qualcuno. Herman Van Rompuy infine assicura (o avverte) che "nel percorso di attuazione delle riforme" l'UE sarà sempre "al fianco dell'Italia", e ricorda quanto già sottolineato dal commissario Olli Rehn pochi giorni fa, quando ha parlato di "monitoraggio costante" sull'Italia, e quindi con rapporti trimestrali simili a quelli che vengono fatti per l'Irlanda, la Grecia e il Portogallo, cioè Paesi sotto programma di assistenza europeo. L'unica voce nettamente (e non tiepidamente) contraria nel panorama politico italiano a questa prospettiva di progressiva perdita di sovranità nazionale (e di "temporanea sospensione del principio democratico" come osserva l'economista Stefano Zamagni - http://is.gd/Vwgy5t) sembra essere quella di Nichi Vendola, leader di Sinistra ecologia e libertà, che su Facebook tuona: "Io non accetto di farmi militarizzare dalle grandi banche internazionali che hanno provocato apposta la speculazione sull'Italia proprio per riuscire a dirigere il nostro Paese da fuori. Se Monti e il Pd dovessero accettare questo schema allora sarebbe non solo la sconfitta della sinistra ma di tutta l'Italia. Io non intendo farmi eterodirigere da organismi economico-finanziari non eletti da nessuno: la BCE, il Fondo monetario, la stessa Commissione UE non sono eletti dal popolo. In Italia, possiamo discutere come risanare i nostri conti o dobbiamo solo ubbidire come soldatini? Se Monti intende essere il volto perbene di chi opera la macelleria sociale, allora neanche comincio a discutere", aggiungendo in un successivo post: "Non vorrei neanche immaginare un governo di tecnici, sostenuto dal Partito Democratico, dal Terzo Polo e con l'astensione del Pdl perché rischierebbe di essere un governo che fa le cose che non è riuscito a completare Berlusconi, in continuità col passato, un governo che consente alla destra di rifarsi una verginità e alla sinistra di suicidarsi. A uno scenario fantapolitico del genere, la mia risposta non può che essere quella della ribellione".

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