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UE: sblocco 40 miliardi? A rischio procedura chiusura deficit eccessivo Italia

Lo sblocco da parte del governo di 40 miliardi per saldare i debiti delle Pubbliche Amministrazioni verso le imprese, potrebbe "rendere per l'Italia più difficile la chiusura della procedura per deficit eccessivo aperta a Bruxelles", rammenta la Commissione UE.

Dopo che il vertice UE ha disegnato il "modello Cipro", un funzionario della Commissione UE vicino al commissario per gli Affari economici Olli Rehn ha rivelato che lo sblocco dei 40 miliardi da parte dello Stato per saldare il debito delle pubbliche amministrazioni con le imprese potrebbe "rendere per l'Italia più difficile la chiusura della procedura per deficit eccessivo aperta a Bruxelles". Stando alle indicazioni dello stesso governo Monti lo sblocco di tali fondi porterebbe il deficit 2013 al 2,9%, e la Commissione UE ricorda che il massimale per il saldo negativo tra entrate e uscite è il 3% del PIL. "Con un livello tale di deficit, l'Italia si troverebbe in una situazione limite che renderebbe più difficile sostenere argomenti in favore dell'uscita dalla procedura" spiega la fonte della Commissione UE, rammentando che la maggiore flessibilità concessa dall'Unione Europea sugli obiettivi di deficit a favore di misure per la crescita, come lo sblocco dei fondi per pagare i debiti che le PA hanno verso le imprese, "è stata concepita per i Paesi che non sono sottoposti alla procedura per deficit eccessivo. E non è il caso dell'Italia". Per decretare la chiusura o meno della procedura per deficit eccessivo aperta sull'Italia, la Commissione UE dovrà comunque aspettare i dati definitivi Eurostat sul deficit 2012, che saranno pubblicati in aprile.

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