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UE: legge anticorruzione insufficiente. Corruzione vale 4% PIL ogni anno

La Corte dei Conti stima che i costi della corruzione in Italia ammontino a 60 miliardi di euro ogni anno, pari al 4% del PIL. La Commissione UE denuncia quindi l'insufficienza della "legge anticorruzione" del 2012 perché "non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l'autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambi".

L'Unione europea sembra essere stanca dell'abitudine italiana alla corruzione, i cui costi diretti secondo la Corte dei Conti a Roma ammontano ogni anno a 60 miliardi di euro, pari al 4% del PIL. La Commissione UE ha stilato quindi un rapporto di 16 pagine dove viene denunciato in particolare la mancanza di una regolamentazione delle lobbies, le troppe leggi ad personam, e la mancata trasposizione di una direttiva europea per combattere la corruzione nel settore privato. Nel rapporto viene anche citato un recente sondaggio Eurobarometro che evidenzia come il 97% degli italiani considera la corruzione molto diffusa in Italia, contro una media europea del 76%, mentre il 92% delle imprese lamentano invece favoritismi e corruzione come ostacolo alla libera impresa. Paradossalmente, però, solo il 2% degli italiani ammette di essere stato oggetto di richiesta di pagamento di una tangente. Per l'Europa, infine, la recente "legge anticorruzione" del 2012 è del tutto insufficiente perché "non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l'autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambi".

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