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UE dichiara guerra a ISIS dopo attentati Parigi. Dal Trattato di Lisbona al ruolo della Mogherini

La Francia è in guerra. Francois Hollande si appella quindi all'articolo 42 (comma 7) del Trattato di Lisbona che sancisce: "Qualora uno Stato membro subisca un'aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso". Per la proprietà transitiva, quindi, anche l'UE e gli Stati che ne sono membri (Italia compresa) sono in guerra contro lo Stato Islamico. A guidare la missione militare sarà il Consiglio europeo e Federica Mogherini.

Dopo gli attentati avvenuti a Parigi la sera del 13 novembre, la Francia annuncia di essere formalmente in guerra contro lo Stato Islamico (che in realtà già bombardava da oltre un anno). Francois Hollande si appella quindi all'articolo 42 (comma 7) del Trattato di Lisbona che sancisce: "Qualora uno Stato membro subisca un'aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ciò non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri. Gli impegni e la cooperazione in questo settore rimangono conformi agli impegni assunti nell'ambito dell'Organizzazione del trattato del Nord-Atlantico che resta, per gli Stati che ne sono membri, il fondamento della loro difesa collettiva e l'istanza di attuazione della stessa". A stretto giro i 28 ministri della Difesa dell'UE si sono riuniti a Bruxelles ed "all'unanimità" hanno assicurato alla Francia "aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso" come annunciato da Federica Mogherini, l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Di conseguenza, per la proprietà transitiva, anche l'Unione europea è in guerra così come lo sono gli Stati membri che ne fanno parte, Italia compresa. Tempi, modi e regole d'ingaggio sono ancora tutte da chiarire ma già il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha chiesto ai partner europei "una maggiore partecipazione militare" in alcuni teatri esteri domandando loro "sostegno" alla Francia nella lotta contro lo Stato Islamico in Iraq e la Siria. Jean-Yves Le Drian ha quindi annunciato che "la Francia non sarà sola in questi teatri" di guerra, anticipando che nelle prossime ore l'Eliseo avrà incontri bilaterali con ognuno dei rappresentanti di ogni Stato membro dell'UE al fine di stabilire con precisione quale sia l'aiuto concreto che è in grado di offrire alla nazione francese.

Il Trattato di Lisbona è stato ratificato dall'Italia l'8 agosto 2008 e di fatto è la prima pietra per la nascita degli Stati Uniti d'Europa. Infatti, in base al Trattato di Lisbona i membri dell'UE possono dichiarare guerra senza alcun voto dell'ONU, come sta succedendo ora per la prima volta attivando la clausola prevista all'articolo 42.7. Il problema è che il Trattato di Lisbona non è mai stato sottoposto al giudizio dei popoli europei (tranne a quello dell'Irlanda). Il Trattato di Lisbona è in realtà un enorme testo che va ad apportare modifiche al Trattato dell'Unione Europea (TEU) e al Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFEU). In sostanza, è una vera e propria Costituzione ma è stata scelta dai burocrati europei (non direttamente eletta) la forma del Trattato per non incorrere nei referendum nazionali, che già avevano bocciato (nel 2005) in Francia ed Olanda la Costituzione europea. Sempre il Trattato di Lisbona sancisce, all'articolo 43 comma 2, che a decidere come l'UE affronterà la guerra contro lo Stato Islamico sarà il Consiglio europeo (anche questo non eletto) che adotterà "decisioni relative alle missioni stabilendone l'obiettivo, la portata e le modalità generali di realizzazione". Sarà invece la nostra Federica Mogherini "sotto l'autorità del Consiglio e in stretto e costante contatto con il comitato politico e di sicurezza, a coordinare gli aspetti civili e militari di tali missioni".

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