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Salvataggio Cipro: non prelievo forzoso ma congelamento conti correnti

Raggiunto l'accordo per il salvataggio di Cipro, ma le decisioni adottate creano un pericoloso precedente. Anche se non si parla più di prelievo forzoso sui conti correnti 2013, i depositi sopra i 100mila euro potrebbero subire perdite oltre il 40%. La UE salva solo i depositi sotto i 100mila euro, perché "assicurati" dal diritto europeo.

Anche se i media mainstream sembrano gridare al miracolo, arrivando a parlare di "fumata bianca" per l'accordo raggiunto tra il governo di Cipro e i vertici di Unione Europea, FMI e BCE, molti analisti, soprattutto americani, non paiono davvero avere lo stesso entusiasmo. Le decisioni prese per il salvataggio di Cipro, infatti, sono state paragonate al lancio di una bomba nucleare per l'apertura di una noce, il che rende perfettamente l'idea del disastro appena iniziato. Il The Guardian ha contattato l'analista della Swordfish Research di Gary Jenkins, per avere un primo commento a cado sull'accordo raggiunto, e Josephine Moulds ha spiegato: "Questo è solo l'inizio dei problemi di Cipro" perché è stato "fermato il vecchio modello di business (cioè attrarre depositi di individui ricchi), ma non è stato sostituito nessun'altra cosa". "L'economia di Cipro sarà schiacciata per chissà quanto tempo - prosegue l'analista Josephine Moulds - E non appena le persone potranno prendere i loro soldi dalle banche, lì tireranno fuori". La fiducia sul sistema bancario è quindi ormai minata. Anche se il prelievo forzoso sui conti correnti è infatti saltato, poiché il Parlamento di Cipro non ha approvato tale provvedimento, i depositi bancari non sono ugualmente al sicuro, anzi.

Gli unici conti correnti che saranno risparmiati sono quelli al di sotto dei 100.000 euro, poiché secondo il diritto UE solo questi sono "assicurati". Tutti gli altri depositi bancari, superiori ai 100mila euro, sono quindi "non assicurati", e da quanto si apprende saranno congelati, forse per poi essere riconvertiti in obbligazioni di Stato. Le perdite per i depositi di grandi dimensioni non potranno essere chiare per diverse settimane, almeno fino a quando gli esperti dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale non avranno avuto il tempo per eseguire i loro calcoli, il che pare assurdo, visto che il piano di salvataggio dovrebbe prevedere un accordo per ripianare il prestito concesso a Cipro per non andare in default, che ammonta a 10 miliardi di euro. Diversi analisti, comunque, prevedono che i depositi sopra i 100mila euro potrebbero subire perdite oltre il 40%, percentuale che, stranamente, era stata avanzata inizialmente proprio dall'FMI quando si puntava sul prelievo forzoso sui conti correnti. L'accordo, i cui dettagli non sono ancora del tutto chiari, prevede comunque il "fallimento" controllato della Laiki Bank di Cipro (la seconda banca più grande dell'isola). I depositi sotto i 100.000 euro saranno quindi trasferiti dalla Laiki Bank alla Banca di Cipro (Bank of Cyprus, la più grande dell'isola), mentre quelli superiori ai 100mila euro (quindi non assicurati per il diritto europeo) saranno congelati per poi essere usati per coprire il debito contratto dal governo di Nicosia. Ma i depositi sopra i 100mila presenti nella Banca di Cipro euro non sono certo al sicuro.

Il Daily Cyprus calcola che circa 35 miliardi di euro sono depositati in conti correnti ciprioti con più di 100mila euro, ma non è chiaro quanti di questi sono tenuti nella Laiki Bank. Solo nel caso i fondi conservati nella Laiki Bank fossero sufficienti per ripagare il debito e ristrutturare il settore bancario cipriota, i depositi non assicurati presso la Banca di Cipro sarebbero al sicuro e non subirebbero perdite. Fatto sta che il salvataggio di Cipro, che per il momento gli ha evitato una disastrosa uscita dall'euro, ha creato un pericoloso precedente. Se un Paese dell'UE, soprattutto se troppo grosso ed importante per andare in default (come l'Italia o la Spagna) dovesse essere in bilico tra il fallimento o meno, la troika potrebbe adottare la "soluzione cipriota". Tutti i depositi bancari europei sono a rischio. O meglio, tutti i conti correnti sopra i 100mila euro sono potenzialmente in pericolo, perché sono quelli "non assicurati" dal diritto europeo. Prima di arrivare alla "fuga di capitali", come ipotizza anche l'agenzia di rating Moody's commentando le decisioni prese per il salvataggio UE, i correntisti europei, e soprattutto di quei Paesi in crisi, che hanno la fortuna di avere più di 100mila euro in banca farebbero forse meglio ad investirli in beni reali, dall'oro alle case.

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