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Raccomandazioni UE all'Italia: da accise a catasto, passando dalla scuola

La Commissione europea ha adottato una serie di raccomandazioni di politica economica rivolte ai singoli Stati membri "per uscire definitivamente dalla cisi" assicura José Manuel Barroso. Ecco le principali raccompadazioni UE all'Italia, che vanno dal portare a compimento il piano di privatizzazioni all'adeguamento delle accise sul diesel a quelle sulla benzina. L'UE consiglia all'Italia di riformare il catasto e attuare politiche per ridurre l'abbandono scolastico.

La Commissione UE ha ieri adottato una serie di raccomandazioni di politica economica rivolte ai singoli Stati membri per consolidare la ripresa iniziata, a giudizio europeo, l'anno scorso. Le raccomandazioni si basano sull'analisi dettagliata della situazione di ciascun paese e forniscono orientamenti su come rilanciare la crescita, aumentare la competitività e creare posti di lavoro nel 2014-2015. Quest'anno è stato posto l'accento sulla creazione di un contesto più favorevole alla crescita sostenibile e all'occupazione in un'economia post-crisi. La Commissione ha adottato anche, nell'ambito del patto di stabilità e crescita, numerose decisioni relative alle finanze pubbliche degli Stati membri, che rappresentano complessivamente un'ambiziosa serie di riforme dell'economia dell'UE. "Le raccomandazioni specifiche per Paese indicano agli Stati membri la direzione da seguire per uscire definitivamente dalla crisi e rilanciare la crescita" precisa il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, assicurando: "Gli sforzi e i sacrifici compiuti in tutta Europa iniziano a dare i loro frutti. La crescita sta ripartendo e l'occupazione, il cui livello è ancora troppo basso, aumenterà a partire da quest'anno. Ora la sfida principale per l'UE è di natura politica: come fare per continuare a sostenere le riforme a mano a mano che la pressione della crisi si attenua? Se i politici assumeranno un ruolo guida e mobiliteranno la volontà politica necessaria per attuare le riforme, comprese quelle impopolari, sarà possibile consolidare la crescita e garantire a tutti un miglior tenore di vita". Nel 2014-2015, tuttavia, la crescita rimarrà fragile e disomogenea, per cui bisogna mantenere lo slancio delle riforme. Il potenziale di crescita a lungo termine dell'UE è ancora relativamente modesto: gli elevati livelli di disoccupazione e la difficile situazione sociale miglioreranno lentamente e ci vorrà tempo per colmare l'enorme fabbisogno di investimenti.
Le principali raccompadazioni UE all'Italia sono:
- rafforzare le misure di bilancio per il 2014 e nel 2015, operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio al fine di garantire il rispetto del requisito di riduzione del debito;
- portare a compimento l'ambizioso piano di privatizzazioni;
- ridurre la spesa pubblica, preservando però quella per ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e progetti di infrastrutture essenziali;
- trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all'ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio;
- assicurare le recente riduzione del cuneo fiscale assicurandone il finanziamento per il 2015;
- agevolazioni fiscali dirette e allargare la base imponibile, soprattutto sui consumi;
- vagliare l'adeguamento delle accise sul diesel a quelle sulla benzina e la loro indicizzazione legata all'inflazione, eliminando le sovvenzioni dannose per l'ambiente;
- riformare il sistema catastale onde garantire l'efficacia della riforma sulla tassazione dei beni immobili;
- sviluppare ulteriormente il rispetto degli obblighi tributari, rafforzando la prevedibilità del fisco, semplificando le procedure, migliorando il recupero dei debiti fiscali e
modernizzando l'amministrazione fiscale;
- perseverare nella lotta all'evasione fiscale e adottare misure aggiuntive per contrastare l'economia sommersa e il lavoro irregolare;
- garantire una migliore gestione dei fondi dell'UE;
- rivedere l'istituto della prescrizione entro la fine del 2014 e rafforzando i poteri dell'autorità nazionale anticorruzione;
- aumentare l'efficienza della giustizia civile, con l'obiettivo di garantirne l'efficacia, e attuare interventi complementare;
- rafforzare la resilienza del settore bancario, garantendone la capacità di gestire e liquidare le attività deteriorate per rinvigorire l'erogazione di prestiti all'economia reale;
- promuovere l'accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari;
- adoperarsi per una piena tutela sociale dei disoccupati, limitando tuttavia l'uso della cassa integrazione guadagni per facilitare la riallocazione della manodopera;
- aumentare il tasso di occupazione femminile;
- per far fronte al rischio di povertà e di esclusione sociale, estendere gradualmente il regime pilota di assistenza sociale, senza incidenze di bilancio;
- migliorare l'efficacia dei regimi di sostegno alla famiglia e la qualità dei servizi a favore dei nuclei familiari a basso reddito con figli;
- rendere operativo il sistema nazionale per la valutazione degli istituti scolastici per migliorare i risultati della scuola e, di conseguenza, ridurre i tassi di abbandono
scolastico;
- istituire un registro nazionale delle qualifiche per garantire un ampio riconoscimento delle competenze;
- assicurare che i finanziamenti pubblici premino in modo più congruo la qualità dell'istruzione superiore e della ricerca;
- semplificare il contesto normativo a vantaggio delle imprese e dei cittadini;
- in materia di servizi pubblici locali, applicare con rigore la normativa che impone di rettificare entro il 31 dicembre 2014 i contratti che non ottemperano alle disposizioni sugli affidamenti in house;
- garantire la pronta e piena operatività dell'Autorità di regolazione dei trasporti entro settembre 2014; approvare l'elenco delle infrastrutture strategiche del settore
energetico e potenziare la gestione portuale e i collegamenti tra i porti e l'entroterra.

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