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Prelievo forzoso: taglio di capelli o guerra nucleare sul risparmio?

Slitta ancora il voto sul prelievo forzoso sui conti correnti di Cipro, in attesa del vertice europeo di domani. E mentre qualcuno ribattezza il prelievo forzoso "haircut" (sforbiciata, taglio di capelli), altri lo vedono come una "guerra nucleare sul risparmio e sulla ricchezza", che potrebbe abbattersi anche sull'Italia.

Il Premio Nobel per l'economia 2008 e collaboratore del New York Times, Paul Krugman, non sembra avere troppi dubbi su ciò che potrebbe accadere se ci sarà l'approvazione, da parte di Cipro, di un prelievo forzoso sui conti correnti bancari dell'isola. Il Parlamento cipriota, mentre congela le transazioni fino a giovedì , fa intanto slittare ulteriormente la votazione sul prelievo forzoso, in attesa del vertice europeo fissato per domani dove cercherà di trattare con la "troika" UE - BCE - FMI per evitare di adottare tale provvedimento. Cipro sembra essere ad un bivio. Se non approverà il prelievo forzoso sui conti correnti, Nicosia rischia di uscire dalla zona euro; se invece voterà a favore dell'"esproprio", Cipro rischia di distruggere la fiducia nel sistema bancario, non solo dell'isola.

Paul Krugman ipotizza infatti che se Cipro romperà il tabù dell'intoccabilità dei conti correnti (tabù che oltretutto in Italia è già stato violato nel 1992, quando il governo Amato ha imposto un prelievo forzoso del 6 per mille sui depositi), ci potrebbe essere una vera e propria corsa agli sportelli bancari in tutta Europa, spiegando: "E' come se gli europei portassero addosso una insegna al neon, con una scritta in greco ed in italiano, che dice: E' il tempo di iniziare una corsa alle banche!". Paul Krugman non è l'unico a sospettare che l'Italia possa essere il prossimo Paese ad adottare un prelievo forzoso sui conti correnti, visto che già Joerg Kraemer, capo economista della Commerzbank tedesca, la seconda più grande banca della Germania, avrebbe spiegato al quotidiano tedesco Handelsblatt che "un'aliquota fiscale del 15% sulle attività finanziarie (financial assets) sarebbe probabilmente sufficiente a spingere il debito dello Stato italiano al di sotto del livello critico del 100% del prodotto interno lordo".

Le assicurazioni sul fatto che il prelievo forzoso sarebbero un unicum di Cipro, a causa della sua esposizione bancaria con le oligarchie russe, non è quindi più sufficiente. Nel suo discorso inaugurale, d'altronde, lo stesso Presidente di Cipro Nicos Anastasiades, ricorda il Cyprus Mail, dichiarava con forza che per risanare il debito non sarebbe "mai stato tollerato nessun 'taglio di capelli' sui depositi bancari". "Haircut", "taglio di capelli" o meglio ancora "sforbiciata" è infatti come viene chiamato da molti media mainstream (oltre che dai politici) il prelievo forzoso sui conti correnti, e questo perché concettualmente è molto più rassicurante della parola "furto", come qualcuno invece ha il coraggio di chiamare questa operazione, tanto da ribattezzarla "grande rapina in banca dell' UE". Altri preferiscono (anche qui in Italia) invece definire il prelievo forzoso come una "tassa" o al massimo una "super tassa", dimenticando però che un conto corrente (e i soldi che contiene) sono una proprietà privata e nessun governo dovrebbe avere il diritto di metterci le mani.

David Zervos, amministratore delegato e chief market strategist della Jefferies & Co. Inc, celebre per le sue provocatorie strategie di mercato, afferma invece che "bisogna davvero prendesi un momento per considerare ciò che i governi europei stanno facendo" con questa proposta di prelievo forzoso sui conti correnti. David Zervos quindi precisa: "Per essere chiari, è stato avviato un attacco a sorpresa contro il risparmio di un popolo. Tale mossa rischia di far rimbalzare le onde d'urto verso tutta la popolazione del mondo sviluppato. - aggiungendo - Questa è una guerra nucleare sul risparmio e sulla ricchezza. Questa è una mossa politica che ci si poteva aspettare da un regime dittatoriale dell'Africa sub-sahariana, ma non da uno Stato membro dell'Unione Economica e Monetaria". David Zervos continua domandandosi: "Se i governi europei possono espropriare clandestinamente il 7-10 per cento del risparmio dei loro cittadini chiudendo improvvisamente le transazioni in una notte di venerdì, che altro saranno in grado di fare? - e ancora - Stanno cercando di avviare una corsa agli sportelli?".

Se infatti crollerà la fiducia nel sistema bancario, e la gente comincerà a preoccuparsi del fatto che nessun conto corrente, nessun fondo pensionistico o portafoglio azionario sarà al sicuro, c'è il rischio di un vero e proprio assalto alle banche, non solo in Europa ma in tutto il mondo, almeno quello occidentale. La gente, spaventata, comincerà a togliere i soldi dalla banche, magari investendo in oro, argento od immobili, e questo potrebbe portare molte di quelle grandi banche che sono già state sull'orlo del fallimento a crollare definitivamente. Per questo motivo diversi analisti pensano che la "troika" abbia quasi scelto volutamente la soluzione più dannosa possibile per la crisi finanziaria a Cipro.

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