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Prelievo forzoso sui conti correnti banche Cipro: la grande rapina dell'UE

Il prelievo forzoso sui conti correnti bancari a Cipro (simile ma molto più consistente di quello avvenuto in Italia nel 1992 con il governo Amato) rischia di far crollare la fiducia sul sistema della banche in Europa e ma anche negli Stati Uniti.

Cipro, il quinto Paese che chiede un aiuto alla zona euro per evitare il default, rischia di trascinare giù l'intera Europa, monetaria. La votazione del Parlamento di Cipro in merito al prelievo forzoso sui conti correnti bancari dell'isola è stata ulteriormente rinviata a martedì 19 marzo (inizialmente fissata domenica e poi spostata a lunedì), ma in pochi pensano che la proposta non passerà, tanto che le Borse cominciano già ad andare in rosso. A differenza di quanto già successo in Italia nel 1992 (il che dimostra come la situazione a Cipro non sia un unicum), quando il governo Amato si è "limitato" ad un prelievo forzoso sui conti correnti bancari dell'Italia pari al 6 per mille di ogni deposito, a Cipro si parla di un "esproprio" ben più consistente. Stando alle ultime indiscrezioni, pare che in queste ore si stia discutendo di abbassare la percentuale del prelievo forzoso al 3% (invece che del 6,75%) sui depositi inferiori a 100.000 euro (cifra sottratta che rimarrà comunque molto alta), ma di alzare la percentuale, per compensare, a chi detiene sui conti correnti più di 100.000 euro, che passerebbe dal già alto 9,9% al 12,5%. Inoltre, sembra che sia stata addirittura avanzata la proposta di effettuare un prelievo forzoso del 15% sui depositi dei conti correnti superiori ai 500.000 euro.

In attesa di capire cosa deciderà il governo, Cipro ha nel frattempo, già da sabato scorso, congelato i conti correnti delle banche dell'isola per evitare che i clienti potessero ritirare i propri soldi o chiudessero i conti correnti. Tutte le operazioni sono state quindi bloccate, comprese quelle elettroniche. Una situazione senza precedenti, che sta creando ansia non solo nella zona euro ma anche negli Stati Uniti. Come sottolineano diversi analisti, c'è un solo motivo per cui la gente lascia i soldi dentro una banca, e cioè perché si pensa che questi siano al sicuro, e che potranno riaverli indietro tutte le volte che lo chiederanno. Quando però questa fiducia si incrina, l'unica che rende possibile l'esistenza dei conti correnti bancari, allora non c'è più alcuna ragione di mettere i propri soldi in una banca. Il governo di Cipro, approvando il prelievo forzoso sui conti correnti, rischia inoltre di distruggere definitivamente questa fiducia in tutta l'UE, tanto che diversi commentari hanno definito questa iniziativa come "la grande rapina in banca dell'Unione Europea".

In molti, in queste ore, stanno infatti pensando: se il governo di Cipro può, improvvisamente, prelevare forzosamente i soldi dai conti correnti, perché in futuro la stessa cosa non potrebbe succedere anche in Grecia, Spagna, Portogallo o Italia. Come gli italiani sanno già, non è una possibilità così astratta, visto che il prelievo forzoso sui conti correnti banacari deciso dal governo Amato è stato giustificato per un "interesse di straordinario rilievo" in relazione a "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica". L'ondata di sfiducia, verso le banche, comincia a dilagare quindi in tutta Europa, soprattutto perché personalità come Lars Seier Christensen, CEO di Saxo Bank ha per esempio spiegato: "Credo che potrebbe essere l'inizio della fine per la zona euro in quanto questo è un colpo incredibile alla fiducia di correntisti ed investitori. - aggiungendo - Se è possibile confiscare il 10% del denaro di un cliente di una banca, è possibile confiscarne anche il 25%, il 50% o anche il 100%. Credo che potrebbe aumentare in futuro il panico, se si continuerà a mantenere l'euro in vita con questo tipo di politica".

Il Daily Mail scrive: "Gli economisti hanno avvertito che lo spostamento" tra un conto corrente ad un altro, cosa che il governo di Cipro ha evitato bloccando le transazioni, "avrebbe fatalmente minato la fiducia nella sicurezza del denaro che viene tenuto nelle banche di altri Paesi, con il il rischio di corse agli sportelli in tutta la zona euro". Bloomberg.com riferisce: "Il raid su conti bancari rischia di innescare nuovi sconvolgimenti nella crisi finanziaria iniziata nel 2009 in Grecia". Joachim Fels, capo economista di Morgan Stanley a Londra, scrive che il prelievo forzoso sui conti correnti "è un precedente preoccupante, con conseguenze potenzialmente sistemiche se i depositanti in altri Paesi periferici avranno il timore di un trattamento simile in futuro".

Anche negli Stati Uniti si sta accendendo un dibattito in merito, visto che diversi commentatori sottolineano che non è una garanzia di sicurezza nemmeno la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), che tra le sue funzioni fornisce (da Wikipedia) una assicurazione sui depositi delle banche membre fino a 250.000 dollari per depositante per banca, vigila sulla solvibilità di banche statali che non sono sottoposte alla vigilanza del Federal Reserve System ed offre tutele al depositante riguardo alla liquidazione di banche in stato di insolvenza. C'è chi fa notare però che con il 5% degli istituti bancari negli Stati Uniti insolventi, anche la FDIC non riuscirebbe a coprire lo "scoperto". L'unico modo per essere al sicuro da una implosione del sistema bancario è quindi quello di non avere i soldi in banca. In altre parole, di questi tempi, meglio investire in cose reali come l'oro, la terra, il mattone. Le uniche persone a Cipro che non verranno infatti penalizzate dal prelievo forzoso sui conti correnti bancari sono quelle che non hanno depositato niente, oppure il minimo indispensabile.

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