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Prelievo conti correnti 2013: dopo Cipro il prossimo è Italia?

Oggi il Parlamento di Cipro deciderà sul prelievo forzoso sui conti correnti, e il dibattito si accende. Chi potrebbe essere il prossimo nel 2013? C'è chi è pronto a scommetere, e c'è chi propone, proprio l'Italia.

Oggi il Parlamento di Cipro, che nel frattempo ha bloccato fino a giovedì tutte le transazioni, anche elettroniche, delle banche dell'isola, dovrebbe decidere (e votare) in merito al prelievo forzoso sui conti correnti . Prelievo che viene descritto come l'unico modo per evitare a Cipro di andare in default, ma che in realtà potrebbe creare più danni che "salvezza", in Europa. Se Cipro permetterà il prelievo "coatto" sui conti correnti, infatti, si potrebbe innescare una reazione a catena in tutta la zona euro, fino agli Stati Uniti. Come già fatto notare da diversi analisti, l'unico motivo per cui le persone lasciano i propri i soldi dentro una banca è perché hanno fiducia nel fatto che potranno riaverli sempre indietro, tutti. Se questa fiducia viene minata, l'intero sistema bancario crolla, e con questo l'euro che rischierebbe di trascinare sul fondo anche l'economia americana. Ed è proprio negli Stati Uniti che, paradossalmente, il dibattito sul prelievo forzoso sui conti correnti 2013 è più acceso, tanto che oggi Mohamed A. El-Erian, il CEO di Pimco (Pacific Investment Company Management, azienda con sede in California di gestione globale degli investimenti) ha affermato, parlando con alla CNBC che il voler includere in questa operazione anche i piccoli risparmiatori rischierebbe di portare a "disordini sociali, disordini politici, e potenzialmente ad un'uscita dalla zona euro".

Attualmente, infatti, la proposta prevede un prelievo del 6,75% sui conti correnti fino a 100mila euro, mentre del 9,9% per quelli superiori, anche se indiscrezioni vorrebbero una rimodulazione delle percentuali che fisserebbero il prelievo al 3% sui conti correnti fino a 100mila euro, al 12,5% per quelli fino a 500mila euro e al 15% per quelli superiori a tale cifra. Indiscrezioni di stampa (USA) rivelano inoltre come inizialmente il FMI (Fondo monetario internazionale) avesse addirittura proposto un "prelievo di salvataggio" pari al 40% dei depositi bancari. Il CEO di Pimco lascia intendere quindi che, se il prelievo forzoso sui conti correnti sarà attuato a Cipro, chi potrà garantire in futuro che non avvenga anche in altri Paesi dell' UE. Ma quale? C'è chi è pronto a scommettere che tra i PIIGS dell'Unione Europa il prossimo che potrebbe subire un prelievo forzoso sui conti correnti sarà proprio il nostro Paese. Sembra infatti che Joerg Kraemer, capo economista della Commerzbank tedesca, la seconda più grande banca della Germania, avrebbe proposto un prelievo proprio sui conti correnti dell'Italia. Al quotidiano tedesco Handelsblatt, Joerg Kraemer avrebbe infatti detto che "un'aliquota fiscale del 15% sulle attività finanziarie (financial assets) sarebbe probabilmente sufficiente a spingere il debito dello Stato italiano al di sotto del livello critico del 100% del prodotto interno lordo". Ciò che è da tenere bene a mente è che il prelievo forzoso sui conti correnti, oltretutto già effettuato in Italia nel 1992 dal governo Amato, non può essere definito una tassa, come qualche giornale mainstream sta già lasciando intendere. Un conto corrente bancario, infatti, è una proprietà privata, di un cittadino come di una società, e non appartiene certamente al governo, di nessuno Stato.

Ultimi aggiornamenti: Salvataggio Cipro: non prelievo forzoso ma congelamento conti correnti (25 marzo 2013) Raggiunto l'accordo per il salvataggio di Cipro, ma le decisioni adottate creano un pericoloso precedente. Anche se non si parla più di prelievo forzoso sui conti correnti 2013, i depositi sopra i 100mila euro potrebbero subire perdite oltre il 40%. La UE salva solo i depositi sotto i 100mila euro, perché "assicurati" dal diritto europeo.

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