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Parlamento europeo condanna Troika, ha messo in pericolo obiettivi sociali UE

Il Parlamento europeo in una risoluzione condanna la Troika per sua "mancanza di controllo adeguato e di responsabilità democratica nel suo insieme" e perché "troppo spesso ha lasciato fuori dall'equazione i Parlamenti nazionali", mettendo "in pericolo gli obiettivi sociali dell'Unione europea". I deputati europei raccomandano quindi "un ripensamento radicale della Troika" e la invita a "riesaminare il prima possibile le misure messe in atto".

La struttura e i metodi di lavoro della Troika ostacolano "l'appartenenza" nazionale e compromettono la trasparenza e la responsabilità, affermano i deputati del Parlamento europeo, che approvano in una risoluzione i risultati dell'inchiesta della commissione affari economici e monetari sul funzionamento della Troika, redatta da Othmar Karas (EPP, AT) e Liem Hoang-Ngoc (S&D, FR). La risoluzione, pur riconoscendo che lo scopo immediato di evitare un default non controllato è stato raggiunto, "deplora tuttavia il modo in cui sono state presentate le istituzioni dell'UE, ridotte a caprio espiatorio per gli effetti negativi delle riforme, mentre sono i ministri delle finanze a essere politicamente responsabili della Troika e del suo operato". Il Parlamento europeo condivide i risultati dell'indagine che condanna l'organizzazione della Troika per la sua "mancanza di controllo adeguato e di responsabilità democratica nel suo insieme" visto che "le tre istituzioni indipendenti" Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Commissione europea presentano "una distribuzione non equilibrata delle responsabilità tra le medesime, cui si aggiungono mandati differenti e strutture negoziali e decisionali con diversi livelli di responsabilità". Inoltre, viene lamentato il fatto che la Troika ha "troppo spesso lasciato fuori dall'equazione i Parlamenti nazionali", mentre "i Ministri delle finanze dell'UE, in particolare dell'Eurogruppo, sono accusati di non riuscire a dare indicazioni politiche chiare e coerenti alla Commissione e per non essersi assunti la loro parte di responsabilità politica".

Il Parlamento europeo sottolinea inoltre che "le condizioni imposte (dalla Troika, ndr) in cambio dell'assistenza finanziaria hanno messo in pericolo gli obiettivi sociali dell'Unione europea, in particolare perchè è stato concesso poco tempo per l'attuazione di dette misure e perchè non sono state eseguite valutazioni d'impatto adeguate del loro effetto distributivo su diverse fasce della società. - evidenziando - La disoccupazione è aumentata, in particolare tra i giovani - e ciò porta alla loro emigrazione - e molte piccole imprese hanno fallito. I tassi di povertà sono aumentati, anche tra la classe media".

I deputati europei propongono quindi in primo luogo "l'introduzione di disposizioni procedurali chiare, trasparenti e vincolanti per la cooperazione tra le istituzioni in seno alla Troika e la ripartizione dei compiti al suo interno". Nel medio termine, però, la risoluzione raccomanda un ripensamento radicale della Troika, con un coinvolgionento del FMI "facoltativo", la BCE presente solo come "osservatore silenzioso", e un "Fondo monetario europeo" come ruolo per la Commissione europea. Il Parlamento europeo chiede quindi "alla Commissione e al Consiglio UE di prestare la stessa attenzione agli squilibri sociali e macroeconomici" ed invita "gli Stati membri e l'UE a mettere in atto un piano di recupero di posti di lavoro, una volta superata la parte più difficile della crisi finanziaria, tenendo conto, in particolare, della necessità di creare condizioni favorevoli per le PMI, ad esempio con una riforma del sistema creditizio". I deputati europei infine precisano che "la Commissione, la BCE e l'Eurogruppo (Ministri delle finanze dell'Eurozona) dovrebbero riesaminare il prima possibile le misure messe in atto, e l'UE dovrebbe sostenere, con risorse finanziarie sufficienti, il rispristino delle norme di protezione sociale".

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