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Merkel-Sarkozy: senza pareggio bilancio niente fondi dall'UE

Ormai il duumvirato Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sembra essere alla guida di quella che si prefigge come la nuova Europa, con un unico governo economico a cui tutti gli Stati devono sottostare. E chi "sfora" non avrà fondi europei da investire.

Durante la conferenza stampa tenutasi a Parigi dopo il vertice tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, la cancelliera tedesca e il presidente francese avevano proposto non solo la creazione in Europa di un unico governo economico, col compito di dettare delle regole che ogni singolo Stato dovrà accettare, ma avevano annunciato che entro la prossima estate tutti i 17 Paesi membri dell'UE avrebbero dovuto introdurre nelle rispettive Costituzioni l'obbligo del pareggio di bilancio. Molti commentatori si erano immediatamente chiesti, quindi, che cosa sarebbe successo se una nazione non fosse riuscita ad attuare tale pareggio. E la risposta è arrivata nel giro di 24 ore. Nella lettera che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno inviato al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, infatti, oltre che proporre una "comune di tassa sulle transazioni finanziarie" (ribattezzata "Tobin tax" dal nome del primo proponente, l'economista James Tobin), viene indicato che "in futuro i pagamenti provenienti dai fondi strutturali e di coesione dovranno essere sospesi nei Paesi della zona euro che non si conformeranno alle raccomandazioni della procedura sui deficit eccessivi". In poche parole, niente fondi dall'UE per quegli Stati che non raggiungeranno il pareggio di bilancio. Merkel e Sarkozy sottolineano infatti che le risorse finanziarie fornite dall'Unione europea "devono puntare al miglioramento della competitività e alla riduzione degli squilibri negli Stati membri a cui sono indirizzate raccomandazioni nel quadro della procedura concernente gli squilibri eccessivi". Ma le future regole a cui dovranno attenersi i Paesi dell'UE, che a quanto pare vengono ormai decise dal duumvirato Francia e Germania, non sono finite. I due leader europei spiegano inoltre che tutti gli Stati membri della zona euro dovranno fornire delle precise indicazioni riguardo a "come terranno conto dell'impatto dell'invecchiamento della popolazione sulla sostenibilità del debito a lungo termine". Sarebbe interessante sapere la risposta che fornirà l'Italia, visto che il nostro Paese è ormai da anni a "crescita zero".

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