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Italia nega diritti passeggeri treno. UE deferisce davanti Corte giustizia

La Commissione europea deferisce l'Italia alla Corte di giustizia per non aver recepito la normativa dell'UE in materia di diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Senza l'applicazione della normativa, "i passeggeri che viaggiano in treno in Italia o verso altri paesi dell'UE non possono far rispettare i loro diritti in caso di problemi".

La Commissione europea deferisce l'Italia alla Corte di giustizia per non aver recepito la normativa dell'UE in materia di diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. In una nota, la Commissione europea sottolinea infatti che il regolamento (CE) n. 1371/2007 relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario stabilisce diversi obblighi giuridicamente vincolanti per gli Stati membri, che dovevano applicarli pienamente entro il 3 dicembre 2009. Il regolamento assicura:
- il diritto a parità di accesso al trasporto, e in particolare la protezione da discriminazioni basate su nazionalità, residenza o disabilità;
- il diritto all'assistenza, senza costi aggiuntivi, per i passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta;
- il diritto di avere informazioni prima della partenza (per es. sul prezzo del biglietto) e nelle varie fasi del viaggio (per es. ritardi, coincidenze);
- il diritto al rimborso del prezzo del biglietto in caso di soppressione o ritardi prolungati;
- il diritto a un servizio di trasporto alternativo (itinerario alternativo) o a una nuova prenotazione, a seconda delle preferenze del passeggero, in caso di ritardi prolungati o soppressione del servizio;
- il diritto a un livello minimo di assistenza nelle stazioni e a bordo dei treni in attesa dell'inizio o del proseguimento di un servizio in ritardo;
- il diritto a un rimborso in caso di ritardo prolungato o di soppressione del servizio, a determinate condizioni;
- il diritto a un risarcimento danni in caso di decesso o lesioni (compresi i danni al bagaglio trasportato dal passeggero) e di incidenti riguardanti il bagaglio; registrato (perdita, danneggiamento, ritardo nella consegna), a determinate condizioni;
- il diritto di disporre di un sistema rapido e accessibile di trattamento dei reclami in caso di servizio insoddisfacente;
- il diritto alla corretta applicazione della normativa UE da parte dei vettori e a un'attuazione effettiva da parte delle autorità nazionali.
Il Vicepresidente della Commissione Siim Kallas, responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: "La protezione dei passeggeri che viaggiano in Europa è una delle pietre miliari della politica dei trasporti europea. Tutti gli Stati membri dell'UE devono garantire la messa in atto di strutture cui i passeggeri possano rivolgersi per far rispettare i loro diritti e sanzionare le violazioni. Così si garantisce anche un clima di concorrenza equa per il settore ferroviario in tutta l'UE". L'Italia però, precisa la Commissione europea, "non ha ancora istituito un organismo ufficiale e autorizzato a vigilare sulla corretta applicazione del regolamento sul suo territorio, né ha stabilito norme volte a sanzionare le violazioni della legislazione pertinente. - precisando - Senza queste due azioni necessarie, i passeggeri che viaggiano in treno in Italia o verso altri paesi dell'UE non possono far rispettare i loro diritti in caso di problemi". La Commissione europea fa notare che attualmente, l'Italia ha solamente istituito un organo temporaneo che non ha né la competenza né l'autorità per applicare pienamente le norme dell'UE in materia di diritti dei passeggeri, e spiega: "I diritti dei passeggeri si applicano integralmente a tutti i servizi, nazionali e internazionali. E' quindi tanto più importante per i passeggeri che incontrano problemi durante il viaggio poter presentare reclami a un'autorità di riferimento, dotata di tutte le competenze necessarie per assicurare l'applicazione e l'esecuzione del regolamento. - evidenziando - Inoltre, tenuto conto dell'assenza di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di violazioni del regolamento, l'industria ferroviaria non ha incentivi a rispettare gli obblighi". La Commissione europea ricorda che, prima del deferimento presso la Corte di giustizia, nel giugno 2013 la Commissione ha inviato al governo italiano una lettera di costituzione in mora riguardante la conformità al regolamento. Nel novembre 2013 ha fatto seguito un parere motivato. Nonostante queste misure, la regolamentazione italiana non è ancora pienamente conforme.

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