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G7 Bruxelles: presentata la nuova strategia energetica della UE

Nel corso del G7 di Bruxelles, la Commissione europea ha presentato la nuova strategia energetica della UE, che sarà discussa dai leader europei quando si rincontreranno il 26-27 giugno 2014. La nuova strategia energetica della UE comprende stress test condotti a livello regionale o dell'UE, simulando un'interruzione della fornitura di gas, e azioni in cinque settori chiave.

A Bruxelles si sta svolgendo il G7, dove si sta discutendo la situazione in Ucraina e le relazioni con la Russia. I leader del G7 (Canada, Germania, Italia, Francia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti) hanno infatti deciso di annullare la loro partecipazione al vertice del G8 di Sochi, in Russia, e per questo motivo è stato organizzato il G7 a Bruxelles, che vede appunto l'assenza della Federazione russa. Al centro del dibattito, la nuova strategia energetica della UE, che a quanto pare sembra sempre più intenzionata a staccarsi dal gas russo a favore di quello stelle e strisce. "Dopo la crisi del gas del 2009 l’UE ha già fatto molto per aumentare la sicurezza delle forniture energetiche, ma rimane ancora vulnerabile. - afferma José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea - Le tensioni in Ucraina hanno portato di nuovo alla ribalta questo problema. Alla luce di una dipendenza generale da un’importazione di energia superiore al 50%, è necessario compiere ulteriori progressi. La Commissione ha presentato oggi una strategia globale che sarà discussa dai leader dell’UE nel mese di giugno. Conto sul loro forte sostegno, poiché una maggiore sicurezza energetica è nel nostro interesse. Sulla sicurezza energetica l’Europa deve parlare e agire all’unisono". I leader dei Paesi dell'UE, infatti, torneranno ad incontrarsi il 26-27 giugno prossimo.

Come si legge in una nota stampa, la Commissione propone valutazioni globali del rischio (stress test) che sarebbero condotte a livello regionale o dell’UE, simulando un’interruzione della fornitura di gas. Lo scopo è verificare come il sistema energetico possa affrontare i rischi legati alla sicurezza delle forniture e, su questa base, sviluppare piani di emergenza e creare meccanismi di riserva. Tali meccanismi potrebbero prevedere di aumentare le riserve di gas, diminuendo la domanda di gas attraverso il passaggio ad altri combustibili (in particolare per il riscaldamento), di sviluppare infrastrutture di emergenza, ad esempio completando le opportunità di flusso inverso e raggruppando le diverse riserve energetiche di sicurezza esistenti. Per affrontare le sfide a medio e lungo termine in materia di sicurezza delle forniture, la Commissione propone invece azioni in cinque settori chiave:
- Completare il mercato interno dell’energia e realizzare i collegamenti infrastrutturali mancanti è fondamentale per reagire rapidamente a eventuali interruzioni delle forniture, dirigendo i flussi di energia in tutta l’UE, se e quando necessario. La Commissione ha individuato 33 progetti infrastrutturali che sono fondamentali per la sicurezza energetica dell’UE. Oltre a ciò, la Commissione propone di estendere l’obiettivo relativo all’interconnessione della capacità elettrica installata al 15% entro il 2030, tenendo conto anche dell’aspetto dei costi e dei potenziali scambi commerciali nelle regioni coinvolte. (Gli Stati membri si sono già impegnati a garantire l’interconnettività del 10% entro il 2020).
- Diversificare i paesi e le rotte di fornitura. Nel 2013, il 39% delle importazioni di gas in volume dell’UE proveniva dalla Russia, il 33% dalla Norvegia e il 22% dai paesi dell’Africa settentrionale (Algeria, Libia). L’UE manterrà i propri rapporti con i partner affidabili, ma promuoverà anche i legami con nuovi paesi partner e nuove rotte di fornitura, ad esempio nella regione del bacino del Caspio, sviluppando ulteriormente il corridoio meridionale del gas, sviluppando l’hub gasiero mediterraneo e aumentando le forniture di GNL.
- Rafforzare i meccanismi di solidarietà e di emergenza e proteggere le infrastrutture critiche. A questo proposito, la Commissione rivedrà, ad esempio, le disposizioni e l’applicazione del regolamento sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas.
- Aumentare la produzione locale di energia: ciò comprende l’ulteriore sviluppo delle energie rinnovabili e la produzione sostenibile di combustibili fossili.
- Migliorare il coordinamento delle politiche nazionali dell’energia ed esprimersi all’unisono nella politica esterna in materia di energia. La Commissione intende essere coinvolta già ad uno stadio iniziale nei previsti accordi intergovernativi con i paesi terzi che potrebbero avere un impatto potenziale sulla sicurezza delle forniture. La Commissione garantirà inoltre che tutti questi accordi e tutti i progetti infrastrutturali sul territorio dell’UE rispettino pienamente la pertinente legislazione UE.

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