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Embargo Russia alimenti, UE: ok misure sostegno per pesche e pesche noci

L'embargo di un anno dei prodotti alimentari ed agricoli imposto dalla Russia a Stati Uniti, Unione europea (tra cui l'Italia), Canada, Australia e Norvegia comincia a mettere in crisi il settore. La Commissione europea annuncia quindi che si sta attivando per adottare misure di sostegno al settore delle pesche e delle pesche noci, ma che non esiterà a fare altrettanto per aiutare altri settori dipendenti dalle esportazioni verso la Russia.

L'embargo di un anno dei prodotti alimentari ed agricoli imposto dalla Russia a Stati Uniti, Unione europea (tra cui l'Italia), Canada, Australia e Norvegia comincia a sortire i primi frutti, letteralmente. La Commissione europea annuncia infatti che si sta attivando per adottare misure di sostegno al settore delle pesche e delle pesche noci, in particolare aumentando i volumi di frutta ammissibili per le operazioni di ritiro e di distribuzione gratuita. L'UE conferma infatti che tale provvedimento si è reso necessario proprio perché tali settori, oltre ad essere stati colpiti da condizioni meteorologiche sfavorevoli, sono ora anche sotto pressione a causa del divieto d’importazione sancito dalla Russia. Il Commissario UE per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Ciolos ha osservato: "A seguito del recente calo dei prezzi sui mercati delle pesche e delle pesche noci occorre intervenire con urgenza per rafforzare il mercato; intendiamo dunque agire immediatamente. - precisando - Oggi (11 agosto, ndr) proporrò alla Commissione europea l’adozione di misure immediate con effetto retroattivo, volte a ridurre l’offerta e a promuovere la domanda. Vorrei essere molto chiaro: non esiterò a ricorrere alla nuova e più moderna PAC per fornire aiuti tempestivi, proporzionati e orientati sul mercato; il primo provvedimento adottato oggi rappresenta un segnale della nostra volontà. Stiamo attentamente monitorando i mercati, e se necessario non esiteremo a fare altrettanto per aiutare altri settori dipendenti dalle esportazioni verso la Russia".

I principali produttori europei di pesche (produzione annuale UE: 2,4-2,5 milioni di tonnellate) e di pesche noci (1,1-1,2 milioni di tonnellate) sono l’Italia, la Spagna, la Francia e la Grecia. Le misure proposte mirano ad aumentare dal 5 % al 10 % la quota dei prodotti di organizzazioni di produttori (OP) ritirati per essere distribuiti gratuitamente. Inoltre, misure di sostegno eccezionali verranno varate anche per i singoli produttori non soci delle OP (pagamento del 50 % del prezzo di ritiro OP), a condizione che siano già in vigore i controlli del caso. Infine saranno messi a disposizione fondi supplementari per la promozione, nel quadro delle azioni di promozione previste dai programmi operativi delle organizzazioni di produttori (in base alle consuete modalità di cofinanziamento). La decisione formale verrà adottata nelle prossime settimane, ma sarà comunque applicabile retroattivamente con decorrenza da lunedì 11 agosto 2014.

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