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Crimea: UE proroga restrizioni in risposta all'annessione illegale

L'Unione europea continua a condannare l'annessione considerata illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia. Il Consiglio europeo ha quindi prorogato fino al 23 giugno 2016 le misure restrittive dell'UE.

L'Unione europea continua a condannare l'annessione considerata illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia e rimane impegnata ad attuare pienamente la propria politica di non riconoscimento. Per questo motivo il 19 giugno 2015 il Consiglio europeo "ha prorogato fino al 23 giugno 2016 le misure restrittive dell'UE in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli" si informa attraverso una nota stampa. Il Consiglio UE precisa che "le sanzioni comprendono divieti relativi:
- alle importazioni di prodotti originari della Crimea o di Sebastopoli nell'UE;
- agli investimenti in Crimea o a Sebastopoli, vale a dire che nessun cittadino europeo e nessuna impresa con sede nell'UE possono acquistare beni immobili o entità in Crimea, finanziare imprese della Crimea o fornire servizi correlati;
- ai servizi turistici in Crimea e a Sebastopoli, in particolare le navi da crociera europee non possono fare scalo nei porti della penisola di Crimea, salvo in caso di emergenza;
- alle esportazioni di determinati beni e tecnologie diretti a imprese della Crimea o destinati ad essere usati in Crimea nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia e concernenti la prospezione, l'esplorazione e la produzione di petrolio, gas e risorse minerali. E' inoltre vietato fornire assistenza tecnica o servizi di intermediazione, di costruzione o di ingegneria relativi ad infrastrutture in questi settori".

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