le notizie che fanno testo, dal 2010

Commissione UE accusa: vantaggi fiscali per Fiat e Apple sono aiuti di Stato

La Commissione europea rende note le opinioni preliminari a seguito dell'indagine condotta su il Lussemburgo e l'Irlanda, per comprendere se questi due Paesi dell'UE hanno messo in atto aiuti di Stato per agevolare rispettivamente Fiat Finance and Trade e Apple. La Commissione sembra avere dubbi sulla compatibilità dell'accordo di trattamento fiscale agevolato, riservato a Fiat e Apple da Lussemburgo e Irlanda, con le regole del mercato interno UE.

La Commissione europea ha pubblicato le versioni non riservate delle due decisioni in merito all'indagini messa in atto per appurare se il Lussemburgo e l'Irlanda hanno messo in atto aiuti di Stato per agevolare rispettivamente Fiat Finance and Trade e Apple. Solo ieri, il Financial Times anticipava che la UE stava per applicare alla società di Cupertino una multa miliardaria. Secondo tale prima opinione, la Commissione europea sottolinea di avere dubbi sulla compatibilità dell'accordo di trattamento fiscale agevolato, riservato a Fiat e Apple da Lussemburgo e Irlanda, con le regole del mercato interno UE. Per quanto riguarda Apple, la Commissione europea sembra certa che la base imponibile del 1991 è frutto di un "negoziato" con l'Irlanda, tanto che Joaquín Almunia sembra già certo che si tratti "di aiuti di Stato". Anche tra Fiat Finance and Trade e Lussemburgo ci sarebbe stato un "accordo preliminare sui prezzi" secondo la Commissione UE, che sottolinea come il trattamento fiscale di Fft non sembri rispettare "il principio di concorrenza piena" visto che si traduce in un vantaggio per Fiat. Ora la parola passerà ai due Paesi europei sotto accusa, che avranno un mese di tempo per replicare e dimostrare alla Commissione UE che si sbaglia in merito agli aiuti di Stato. La UE potrebbe successivamente chiedere delucidazioni anche a Apple e Fiat. Chiusa la fase preliminare, Bruxelles procederà quindi con l'iter previsto dal Trattato di funzionamento dell'UE e dal regolamento 659/1999, che all'articolo 14 stabilisce: "Nel caso di decisioni negative relative a casi di aiuti illegali, la Commissione adotta una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario (...) All'aiuto da recuperare ai sensi di una decisione di recupero si aggiungono gli interessi calcolati in base a un tasso adeguato stabilito dalla Commissione. Gli interessi decorrono dalla data in cui l'aiuto illegale è divenuto disponibile per il beneficiario, fino alla data di recupero".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: