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Cipro "sequestra" i conti in vista del prelievo. Meglio il mattone

Cipro blocca i conti correnti in vista del prelievo forzoso stabilito in cambio del salvataggio dell'isola. Ma tale decisione comincia a far preoccupare diversi osservatori, visto che crea un pericoloso precedente. Tanto che qualcuno comincia già a riscoprire la bellezza del mattone.

Cipro blocca tutti i conti correnti delle banche dell'isola, comprese le transazioni, in vista del prelievo forzoso del 6,75% per i depositi inferiori a 100.000 euro e del 9,9% per quelli oltre tale cifra . Il dibattito e la votazione sul prelievo dai depositi bancari delle banche cipriote verrà discusso lunedì pomeriggio. Il prelievo dai conti correnti arriva a monte dell'approvazione, da parte della "troika" UE - BCE - FMI, del piano di salvataggio di Cipro, che ammonta a 10 miliardi di euro. I soldi che Cipro preleverà direttamente dai depositi bancari dovrebbe servire per la ricapitalizzazione delle banche nazionali, in crisi dopo aver appoggiato il piano di aiuti per la Grecia. "Ci sono due scelte: la prima è un voto a favore del prelievo dai conti correnti che consentirà al Paese di evitare un default disordinato; oppure c'è il rifiuto, che ci farà affrontare una bancarotta disordinata con tutto ciò che questo comporta" ha affermato Averof Neophytou, del Democratic Rally of Cyprus (DISY). Naturalmente, dopo che la notizia si è diffusa, c'è stata una corsa agli sportelli delle banche di Cipro per cercare di ritirare quanti più soldi possibili oppure chiudere direttamente il conto corrente. Ma i soldi dei correntisti sono temporaneamente "sequestrati", visto che la Banca Centrale di Cipro ha dato disposizione a tutti gli istituti di credito dell'isola di bloccare i trasferimenti di denaro e i pagamenti dei loro clienti. Le banche, inoltre, non solo rimarranno chiuse lunedì 18 marzo per una festività (l'equivalente ortodosso del Mercoledì delle Ceneri cattolico) ma a quanto pare non apriranno i battenti nemmeno martedì 19 marzo, giorno in cui dovrebbe avvenire "l'esproprio". Non solo i depositanti ciprioti sono in agitazione. Le banche di Cipro, infatti, sono "ricche" di correntisti stranieri, soprattutto russi, tanto che qualcuno stima che le banche cipriote custodiscano un patrimonio pari otto volte a quello del Paese. Situazione che spinge molti Paesi dell'Europa, ed in particolare la Germania, a pensare che la banche di Cipro siano come delle "lavanderie per ripulire il denaro sporco russo", come scrive la CBS News. "Ora la fiducia verso Cipro come un luogo in cui è conveniente mantenere il proprio denaro sarà compromessa" riflette infatti Anatoly Aksakov, presidente dell'Association of Regional Banks of Russia, come riporta l'agenzia di stampa Interfax. Diversi commentatori osservano che questa è la prima volta che si decide di prelevare forzosamente dei soldi dai conti correnti per finanziare un piano di salvataggio, facendo notare come la risposta dell'UE a tale decisione non sia affatto soddisfacente. L'Unione Europea assicura infatti che questa è "una situazione unica", ma già qualche analista ricorda come fosse unico anche il salvataggio della Grecia, e poi il salvataggio dell'Irlanda e del Portogallo, ed infine come fosse unico anche il piano di salvataggio delle banche spagnole. La mossa di andare ad "attaccare" i conti correnti rischia infatti di mettere a repentaglio la già fragile economia europea, perché la situazione che si sta creando a Cipro è un pericoloso precedente. Precendete che oltretutto l'Italia ha già sperimentato nel 1992 (quando si dice essere dei precursori), quando il governo Amato approvò un decreto-legge che sanciva il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo" in relazione a "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica". Ecco perché, nonostante lo spauracchio della patrimoniale, c'è chi ultimamente sta rispolverando l'investimento sul mattone, visto che difficilmente un qualsiasi governo verrà a "congelare" il muro portante di una casa.

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