le notizie che fanno testo, dal 2010

Cipro: prelievo forzoso da conti correnti. Come in Italia

Il pieno di salvataggio di Cipro prevede il prelievo forzoso dai conti correnti di una tassa del 7% e del 10%. Può succedere anche in Italia? E' già accaduto nel 1992, tanto che c'è chi comincia a rispolverare il buon vecchio investimento sul mattone.

Solo pochi giorni fa il premier lussemburghese ed ex presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker aveva precisato che non ci sarebbe stato nessun piano di salvataggio per Cipro, come successo per la Grecia. Ed invece, i ministri delle Finanze dell'Eurozona alla fine hanno raggiunto un accordo, anche se molto più ridimensionato rispetto a quello della Grecia, che prevede per Cipro un piano di aiuti per circa 10 miliardi di euro. In cambio la "troika" UE - BCE - FMI chiede un prelievo direttamente dai conti correnti dei ciprioti. Martedì 19 marzo, tutte le banche di Cipro, infatti, effettueranno dei prelievi direttamente dai conti correnti. La tassa che i correntisti di Cipro si vedranno detrarre direttamente dal conto corrente è del ben 6,75% per i depositi inferiori a 100.000 euro e del 9,9% per quelli oltre tale cifra. Appena la notizia si è diffusa, tutti gli abitanti di Cipro sono corsi in banca per cercare di prelevare quanto più possibile oppure chiudere il proprio conto corrente. In pochi, però, avranno avuto tale possibilità, visto che le banche hanno deciso di chiudere gli sportelli per il troppo flusso di persone e lunedì a Cipro è festività religiosa (per l'equivalente ortodosso del Mercoledì delle Ceneri cattolico). Inoltre, il governo di Cipro ha ordinato alle banche di bloccare tutte le transazioni via internet. Una situazione del genere potrebbe mai succedere in Italia? In realtà, è già successo, nel 1992, quando il governo Amato ha istituito un'imposta straordinaria del 6 per mille sui depositi bancari. Una tassa che è stata sopportata dalle famiglie italiane sono perché 20 anni fa, nonostante la crisi, il tasso di disoccupazione era inferiore è soprattutto il lavoro era stabile e a tempo indeterminato. E visto che le ultime parole di Juncker sono state anche "non credo che l'Italia avrà bisogno di un salvataggio", qualcuno comincia a pensare che l'investimento sul mattone sia sempre la soluzione migliore.

Leggi anche: Cipro "sequestra" i conti in vista del prelievo. Meglio il mattone

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: