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Twitter: USA indaga su TUTTI i follower di WikiLeaks, anche italiani

Julian Assange e WikiLeaks sono perseguitati? Ora è la volta di tutti i 640mila follower di Twitter in tutto il mondo, ITALIA COMPRESA. Inutile fare "unfollow", è troppo tardi. Aspettando che l'FBI bussi alla porta, qualcuno si ricordi che esistono ancora gli Stati sovrani.

C'è un dato che è un po' sfuggito dalla vicenda WikiLeaks-Julian Assange. Un dato gravissimo che mette in pericolo non solo la privacy dei cittadini ma il loro diritto di esistere (e quindi di partecipare) ad un social network, in questo caso Twitter (ma si parla già di Facebook).
Siamo di fronte al primo caso di massa di "incriminazione" per "psicoreato" ("thoughtcrime", in inglese) come scriveva George Orwell in "1984", ovvero "l'elaborazione da parte di un cittadino, anche solo a livello interno alla propria mente, di pensieri e/o parole contrastanti le teorie del Socing o la figura del Grande Fratello" (cit. Wikipedia "Psicoreato").
Chiunque nel mondo, e quindi anche in Italia, segua come "follower" la pagina WikiLeaks su Twitter entra a far parte del "mandato" (in inglese subpoena) spiccato dagli Stati Uniti contro Twitter. In soldoni quasi settecentomila persone ed enti nel mondo (oggi oltre 642.000, tra cui giornali, blog e istituzioni a vario livello) potrebbero essere considerati dei "cospiratori" nei confronti degli Stati Uniti visto che Julian Assange sarebbe, come pare, indagato per "spionaggio". Quel che è certo è che i follower di WikiLeaks su Twitter fanno già parte dell'inchiesta. Ma qual'è la colpa dei "follower" di WikiLeaks su Twitter? Il semplice fatto di essere aggiornati legittimamente sulle novità del progetto. Se segui WikiLeaks su Twitter e non Lady Gaga (che ha oltre SETTE MILIONI di follower!) devi avere qualcosa che non va nei tuoi pensieri, quindi avrai certo commesso uno "psicoreato". Davvero surreale, se non fosse la verità.
Si aspettano notizie ufficiali da Twitter per tranquillizzare tutti gli utenti, anche quelli italiani, ma pare ormai necessario che anche il Parlamento italiano intervenga. Difatti sono in pericolo i diritti dei propri cittadini, a cominciare dalla loro vita privata e dalla libere scelte di pensiero e di espressione.
Il mandato dell'US gov (raggiungibile a questo indirizzo http://tinyurl.com/2aqnr6y) grazie a "salon.com" parla chiaro tanto che è lo stesso WikiLeaks ad avvisare: "WARNING all 637,000 @wikileaks followers are a target of US gov subpoena against Twitter, under section 2. B http://is.gd/koZIA" (ATTENZIONE: tutti i 637.000 @wikileaks followers sono oggetto del mandato del Governo Americano contro Twitter, per la sezione 2.B).
E per fermare un possibile fuggi fuggi di utenti si sottolinea in un altro tweet: "Troppo tardi per 'disiscriversi'; l'espediente usato è quello di richiedere le liste con date e IP di tutti quelli che hanno ricevuto i nostri messaggi su Twitter".
E ora indagateci tutti. Yes, We Can, risponderà qualcuno?

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