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Turchia verso elezioni anticipate: Akp perde maggioranza, curdi al 13%

Il partito AKP del presidente Recep Tayyip Erdogan perde per la prima volta dal 2002 la maggioranza assoluta in Parlamento, mentre i curdi della HDP (Partito del Popolo democratico) conquistano il 13% delle preferenze. Il Partito del Movimento Nazionalista e il Partito Popolare Repubblicano respingono la possibilità di formare un governo di coalizione con l'AKP. La Turchia sembra destinata quindi ad indire nuove elezioni.

Come da sondaggi, il partito AKP del presidente Recep Tayyip Erdogan perde la maggioranza assoluta in Parlamento. A spoglio quasi ultimato, e con una affluenza alle urne dell'86%, l'AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, in turco Adalet ve Kalkinma Partisi) del premier Ahmet Davutoglu conquista infatti 258 seggi su 550, ottenendo il 40,80% delle preferenze (contro il 50% alle politiche del 2011). E' la prima volta dal 2002 che il partito del presidente turco perde la maggioranza dal 2002. Sale invece al potere il partito che rappresenta i curdi, la HDP (Partito del Popolo democratico, in turco Halklarin Demokratik Partisi), che conquista 79 di seggi superando l'ardua soglia di sbarramento del 10% imposta dalla legge elettorale turca dal 1980 poiché arriva al 13% delle preferenze. Per la prima volta dal 2002, l'AKP avrà quindi bisogno di formare un governo di coalizione o di indire nuove elezioni. Intanto, il Partito del Movimento Nazionalista (MHP) guidata da Devlet Bahceli ha escluso la possibilità di formare un governo di coalizione con l'AKP. Il MHP ha ottenuto il 16,5% delle preferenze e 81 seggi in Parlamento. Ovviamente, anche Selahattin Demirtas, co-presidente del HDP, ha respinto ogni ipotesi di coalzione al governo con l'AKP. Ardua anche una coalzione con il CHP (Partito Popolare Repubblicano, in turco Cumhuriyet Halk Partisi) che è secondo all'AKP conquistando il 25% delle preferenze e 132 seggi. Sembra quindi che la Turchia sia diretta verso elezioni anticipate, come d'altronde già chiedono i giornali filo-governativi. Secondo l'agenzia di stampa AFP, le nuove elezioni potrebbero essere convocate in qualsiasi momento nei prossimi 45 giorni. l risultato elettorale sembra quindi aver perlomeno posticipato la realizzazione del sogno di Erdogan di riscrivere la Costituzione per trasformare la Turchia dall'attuale sistema parlamentare a sistema presidenziale.

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