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Turchia: guerra fredda con Russia ma frontiere aperte in UE

L'abbattimento del bombardiere russo al confine con la Siria da parte della Turchia ha inaugurato una vera e propria guerra fredda tra Ankara e Mosca. La Russia annuncia che sono cambiate le regole d'ingaggio per i bombardieri Su-34 presenti in Siria, equipaggiati con missili aria-aria. Ma se Ankaraa perde un amico ne acquista 28. La Turchia, Stato a maggioranza musulmana, potrebbe diventare presto il 29esimo Paese dell'UE. Nel frattempo, L'Unione europea gli liberalizza i visti.

L'abbattimento del bombardiere russo al confine con la Siria da parte della Turchia ha inaugurato una vera e propria guerra fredda tra Ankara e Mosca. Da Recep Tayyip Erdogan non sono ancora giunte le scuse che Vladimir Putin addendeva e così il presidente russo ha escluso la possibilità di un colloquio con il suo omologo turco a margine della Conferenza sul clima Cop21 in corso a Parigi. Dopo "l'incidente" considerato dal Cremlino una vera e propria "provocazione" forse addirittura pianificata con gli Stati Uniti, Mosca ha adottato una serie di sanzioni contro la Turchia, prevedendo anche il divieto a partire dal 2016 di rilasciare visti per i cittadini turchi che intendono viaggiare in Russia. Ma i provvedimenti adottati non riguardano solo la sfera economica tra i due Paesi. Dopo aver inviato in Siria missili antiaerei, la Russia annuncia infatti che da oggi sono cambiate le regole d'ingaggio per i bombardieri Su-34 presenti in Siria. I russi Su-34 non saranno più equipaggiati solamente con le bombe esplosive da lanciare sugli obiettivi stabiliti ma anche con "missili a corto e medio raggio aria-aria" come spiega Igor Klimov, portavoce per l'Aeronautica russa. Klimov precisa che "gli aerei verranno dotati dei missili solo a scopo difensivo" ma è ovvio che questo non farà che aumetare la tensione tra Russia e Turchia. I missili aria-aria, simili a quelli che hanno abbattuto il bombardiere Su-24, saranno infatti "in grado di colpire bersagli aerei in un raggio di 60 chilometri".

E mentre Mosca prende sempre più le distanze da Ankara, accusata oltretutto di finanziare lo Stato Islamico, la Turchia acquista 28 nuovi amici. Dal vertice di Bruxelles, infatti, la Turchia non ha ottenuto solo 3 miliardi per regolare il flusso dei migranti ma anche l'assicurazione che presto lo Stato a maggioranza musulmana entrerà a far parte dell'Unione europea. La Turchia potrebbe quindi a breve diventare il 29esimo Paese dell'UE, nonostante le problematiche in tema di diritti umani. Ma d'altronde l'Unione europea potrebbe ipocritamente chiudere un occhio visto che ha anche permesso alla Francia di derogare alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Senza contare che Ankara ha ottenuto dalla UE la liberalizzazione dei visti, il che si traduce con la possibilità per 75 milioni di turchi di viaggiare liberamente in Europa. Il piano è stato fortemente sostenuto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, mentre il leader dell'UKIP Nigel Farage ha ricordato: "Un recente sondaggio ha rivelato che ben l'8% della popolazione turca è simpatizzante dello Stato Islamico. La decisione di liberalizzare i visti è da pazzi".

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