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Turchia: AKP di Erdogan maggioranza assoluta, ma non è abbastanza

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan è al suo terzo mandato consecutivo, visto che il partito di cui è leader, l'AK Parti, ha vinto superando addirittura il 50 per cento delle preferenze. Ma non ha comunque abbasta seggi per varare riforme costituzionali da solo.

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan è al suo terzo mandato consecutivo, visto che il partito di cui è leader, l'AK Parti, ha vinto superando addirittura il 50 per cento delle preferenze, per la prima volta quindi con una maggioranza assoluta dei voti. Alle scorse elezioni, infatti, l'AKP aveva ottenuto "solo" un 46,6% dei voti. Si evince, quindi, che da questa tornata elettorare Erdogan ne esce ancor più rafforzato, nonostante (o forse soprattutto) la Turchia si trovi in questo momento al centro tra l'Europa e un Medio Oriente in fiamme. Unica nota dolente per Erdogan il fatto che l'AKP non sia riuscito ad ottenere quei 4 seggi in più nel Parlamento unicamerale turco. L'AKP si ferma infatti a 326 (l'assegnazione rispetto alle scorse elezione è stata riformata), e questo vorrà dire che per varare le riforme costituzionali promesse dovrà allearsi con altri partiti. E se da queste allenze non si riuscisse a raggiungere (cosa probabile) i due terzi dei seggi, le eventuali riforme passate in Parlamento dovranno poi comunque essere sottoposte a referendum popolari. E' stata la stessa Unione europea ad invitare la Turchia a riformare la propria Costituzione, visto che fu scritta due anni dopo il colpo di Stato militare del 1980 e emendata poi nel 1995. La principale forza di opposizione si conferma quella del partito socialdemocratico CHP, di ispirazione laico-ataturkista, del suo nuovo leader Kemal Kilicdaroglu. In questa tornata elettorale il CHP ha aumentato notevolmente i consensi, passando da un 20,9% del 2007 al 25,9%. E probabilmente sarà il CHP a monitorare le future riforme costituzionali di Erdogan, visto che in più di un'occasione ha sottolineato quella che sembra essere una tendenza accentratice del premier turco, che probabilmente mira ad una svolta presidenzialista.

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