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Turchia: 2 autobombe contro polizia. Governo: Pkk strumento delle potenze globali

Due autobombe sono esplose nei pressi di due stazioni di polizia in Turchia, provocando almeno 6 morti ed oltre 200 feriti. L'attentato è stato attribuito ai curdi del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan.

Turchia senza pace. Dopo il tentato golpe del 15 luglio scorso, due autobombe sono esplose nei pressi di due differenti stazioni della polizia. La prima esplosione è avvenuta nella notte nei pressi di una stazione di polizia nella provincia sud-orientale del Van, al confine con l'Iran, ed ha causato la morte di due civili e un poliziotto.

Ben più drammatico il bilancio delle vittime della seconda autobomba esplosa nei pressi del quartier generale della polizia a Elazig, nell'est della Turchia. Nell'attentato sono morte altre tre persone, tutti poliziotti, mentre si contano oltre 200 feriti (almeno 14 in gravi condizioni), tra agenti e civili. L'esplosione infatti ha completamente distrutto un edificio di 4 piani.

L'attacco è stato attribuito ai curdi del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan.

In una dichiarazione all'agenzia di stampa Anadolu, Fikri Isik, ministro turco della Difesa, ha sostenuto: "Questo attacco dimostra che il Pkk è uno strumento delle potenze globali". Il Pkk, classificato come organizzazione terroristica dalla Turchia, dagli Stati Uniti e dall'Unione europea, ha ripreso la sua 30ennale lotta armata contro lo Stato turco nel mese di luglio del 2015.

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