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Ad Erdogan colpo di Stato riesce: stop diritti umani e stato emergenza come in Francia

Come la Francia, anche la Turchia sospende la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dichiara lo stato di emergenza. Alla fine quindi il colpo di Stato è riuscito, quello di Recep Tayyip Erdogan che avoca a sé ogni potere e avverte gli USA: "Sarà un grave errore la mancata estradizione di Gulen". Occhi puntti sulla base aerea di Incirlik, che custodisce almeno una 50ina di bombe atomiche della NATO.

Alla fine il colpo di Stato è riuscito, quello di Erdogan. Dopo le migliaia arresti (siamo già a circa 11mila) a seguito del fallito golpe in Turchia, Recep Tayyip Erdogan avoca a sé ogni potere. Il presidente turco infatti dichiarando lo stato di emergenza per 3 mesi ha di fatto esautorato il Parlamento. Da oggi in poi sarà solo il governo, e quindi il partito Akp del presidente, a varare ogni provvedimento in materia di sicurezza ma Erdogan assicura, come vuole il bispensiero, che lo stato di emergenza porterà solo ad un rafforzamento dei diritti umani e della democrazia nel paese.

Erdogan chiarisce inoltre che non accetterà ingerenze da parte dell'Europa che "si è dimenticata per 53 anni della Turchia" ed ora non ha diritto di criticare la scelta di proclamare lo stato di emergenza. Critica che d'altronde non c'è stata quando a sospendere lo Stato di diritto è stato un membro dell'UE quale la Francia, che per la quarta volta proroga il suo di stato di emergenza. E come la Francia, anche la Turchia annuncia che sospenderà la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Per quanto riguarda la pena di morte, il presidente turco conferma che firmerà la legge se il Parlamento introdurrà nuovamente la pena capitale (era stata abolita nel 2004 per provare ad entrare nell'Unione europea). "Se l'UE rispetta la democrazia allora accetterà la decisione del popolo", dice Erdogan ricordando che la pena di morte "c'è in Russia, in Cina e negli Stati Uniti".

In una intervista alla tv satellitare al-Jazeera, Recep Tayyip Erdogan giustifica quindi la scelta dello stato di emergenza perché "questa non è la fine dei tentativi di golpe, possono esserci altri piani" e punta il dito contro "altri Paesi" che potrebbero essere coinvolti nel tentativo di colpo di Stato di venerdì scorso. Erdogan chiarisce quindi che sarebbe "un grave errore se gli USA decidessero di non concedere l'estradizione di Fethullah Gulen". Il presidente turco precisa però che con gli Stati Uniti c'è necessità di "separare la questione Gulen dalle reciproche relazioni sull'utilizzo della base aerea di Incirlik", che custodisce almeno una 50ina di bombe atomiche della NATO.

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